Johan Cruijff
Difficile stabilire se è stato centravanti o trequartista: quell'Olanda e quell'Ajax del "calcio totale" non permettono di affibbiare etichette precise. Di sicuro è stato uno dei più grandi in assoluto per eleganza, potenza, tecnica individuale raffinata, velocità e spirito di sacrificio. Vince tantissimo sia da calciatore (tre Palloni d'Oro, scudetti e coppe), che da allenatore. E pensare che viene riformato alla visita militare per i piedi piatti e una caviglia sformata!
Ronaldinho (Ronaldo de Assis Moreira)
Il suo sorriso, caratterizzato dai due marcati incisivi, è un manifesto per la serenità nel calcio! Così come, a livello propagandistico, potrebbero essere utilizzate molte sue giocate, molti suoi dribbling (soprattutto quelli con il marchio di fabbrica dell'"elastico"), molte sue perfette punizioni. Nel 2002 è campione del mondo col Brasile, dopo aver conquistato il bronzo olimpico a Pechino. Per due volte vince il Fifa World Player e nel 2005 è Pallone d'Oro.
Roberto Baggio
Un sondaggio web della Fifa lo colloca al quarto posto, dopo Maradona, Pelè ed Eusebio, tra i più grandi di sempre. Forse è un po' troppo ma 205 reti in Serie A, un Pallone d'Oro e il Fifa World Player nel 1993, scudetti e coppe con Juve e Milan, dicono comunque tanto. Fantasista agile e veloce, con scatto micidiale e vizio del gol, viene sicuramente penalizzato da alcuni gravi infortuni. Platini lo definisce un "nove e mezzo", incrocio tra un centravanti e un trequartista.
Omar Sivori (nella foto)
Per l'avvocato Agnelli era più di un fuoriclasse, era un vizio! In Argentina vince tre scudetti con il River Plate, poi viene in Italia e continua a vincere con la Juve, fino a conquistare il Pallone d'Oro nel 1961. Con la maglie bianconera ha il record di sei reti segnate in una sola partita, con quella azzurra della Nazionale di quattro. Inquieto e rissoso, si diverte a provocare gli avversari con dribbling e tunnel e assomma ben 33 giornate di squalifica.
(Palla al Triso)

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