Dall'evoluzione del ruolo al cambio di mentalità conseguente alle variazioni regolamentari fino all'unicità dei compiti del portiere. Per il terzo anno l'Accademia Portieri Alessandria ha dato vita a un appuntamento che è entrato di diritto nel calendario sportivo della provincia alessandrina.
Ieri sera, in una sala incontri del CentoGrigio di Alessandria stracolma di spettatori (nella foto il tavolo dei relatori) Corrado D'Ettorre, Andrea Giacobbe e Sandro Beccari, responsabili dell'Accademia alessandrina e della sezione vercellese, hanno radunato un gruppo di relatori di assoluta eccellenza che hanno saputo trasferire agli intervenuti importanti nozioni didattiche, curiosità, piccoli e grandi segreti sulle tecniche e sulle dinamiche della preparazione e dei comportamenti del portiere, ruolo che ha dovuto affrontare straordinari cambiamenti negli ultimi anni e che ha assunto un'importanza sempre più fondamentale nel contesto di una squadra di calcio.
Grazie alla collaborazione del Panathlon alessandrino e della LND-Piemonte Valle d'Aosta, rappresentati da Peo Luparia e Marco Giacobone, e all'aiuto costante dei tanti partners che sostengono l'attività dell'Accademia, i responsabili hanno potuto, con piena soddisfazione, confermare tutti i passaggi di crescita avvenuti negli ultimi tempi, a partire dall'importantissima affiliazione alla Genoa Academy.
Serata resa particolarmente interessante, come detto, da una parterre di relatori d'eccezione.
Da Claudio Maiani, trent'anni da preparatore dei portieri alla Juventus, che ha sostanzialmente confermato una dichiarazione abbastanza provocatoria di Dino Zoff che aveva affermato che su cento tiri solamente due o tre sono veramente imparabili a Luca De Prà, Responsabile dell'area portieri del Genoa e nipote di Giovanni, portiere della Nazionale negli anni '20, che anche attraverso una serie di filmati ha dato vita a un'interessante rassegna di posizionamenti dei numeri uno; da Vittorio Gozzoli, allenatore dell'Under 14 dei Grigi, che ha spiegato come il portiere sia sempre più integrato nel concetto di squadra, a Fabrizio Alandi, referente dell'Associazione Italiana Allenatori ed ex bomber, che ha commentato i motivi per cui è più perdonabile un errore di un attaccante rispetto a quello di un portiere.
Si è poi proseguito con il "mito alessandrino" Andrea Servili, preparatore dei portieri grigi, chiamato a spiegare quanto sia importante per un portiere vivere il ruolo sempre al massimo della concentrazione e come fare per acquisirla ad Enrico Vaudagna, preparatore dei portieri del Torino, che ha commentato il diverso stato emotivo vissuto dai portieri ma anche dai difensori in occasione dei passaggi all'indietro per i quali non è più possibile intervenire con le mani.
Ospite d'eccezione, in collegamento video da Brighton, Agostino Tibaudi, collaboratore storico di mister De Zerbi e preparatore atletico della società inglese che, come al solito, ha saputo interessare la platea parlando di come sia vissuto il ruolo in Inghilterra e ha svelato quanto a livello di tempi e di carico di lavoro in Italia l'impegno sia maggiore, cercando di trovare anche le motivazioni per cui, nonostante ciò, i ritmi e l'intensità del calcio d'oltre Manica appaiano con evidenza ben superiori.
Una bellissima serata di approfondimento, preludio della quarta edizione già in programma per l'anno prossimo!
(Palla al Triso)

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