E' il 77° minuto di una partita del Mondiale del 1974 che si sta giocando in Germania: quella dell'Ovest, perchè in quegli anni il muro di Berlino è ancora ben saldo e molto lontano dall'essere abbattuto. Una partita completamente diversa da tutte le altre di quel Mondiale e con un valore simbolico assolutamente unico.
Di fronte ci sono Germania e Germania: da una parte quella dell'Ovest, padrone di casa e favoritissima per la vittoria finale, dall'altra quella dell'Est, parente povera del calcio tedesco e ancora oppressa dall'influenza sovietica.
I panzer in maglia bianca hanno vinto le due precedenti sfide, mentre i blu dell'Est hanno superato l'Australia ma solamente pareggiato col Cile. In ballo c'è la vittoria nel girone.
In quel 77° minuto si verifica il fatto che consegna Jürgen Sparwasser (nella foto nel momento più importante della sua carriera calcistica) alla storia, di più: alla leggenda!
Schwarzenbeck e Vogts tentano di opporsi, inutilmente, e anche Maier nulla può fare per intercettare la battuta di Sparwasser: è la rete che dà la vittoria ai "parenti poveri" di oltre "cortina di ferro", che fa di Jürgen un vero e proprio eroe nazionale, che consegna il primo posto del girone, spedendo però al successivo turno i blu tra le grinfie di Olanda e Brasile.
Beckenbauer e compagni, da secondi, finiscono in un girone con le più malleabili Polonia, Jugoslavia e Svezia e trapela maliziosamente la voce di una sconfitta quasi programmata a tavolino, al fine di evitare confronti sulla carta molto più proibitivi. Balle! Quel gol di Sparwasser rappresentò una "vergogna" per il calcio dell'ovest, che ancora oggi brucia sulla pelle della Germania...libera!
Dopo quel gol la vita del centrocampista tedesco (che vincerà in carriera tre campionati, quattro Coppe e una Coppa delle Coppe in finale con il Milan) proseguì tra le ombre orientali, portandolo a conseguire anche una laurea in ingegneria meccanica e a essere considerato traditore della patria quando, approfittando di una sfida tra vecchie glorie si trasferì all'Ovest, tra le braccia di chi aveva fatto piangere in quel 77° minuto.
(Palla al Triso)

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