Entro quattro anni i conti delle società calcistiche italiane dovranno essere a posto: pena la revoca dell'iscizione ai campionati di competenza. Una realtà possibile o solamente un sogno irrealizzabile?
Per il momento questo è solamente il desiderio (o il sogno) di Gabriele Gravina (nella foto), il presidente della FIGC, che sta lavorando a un nuovo regolamento per il calcio nostrano. Se i vertici della Federazione si dicono disposti a rinunciare (per il momento) a una riduzione delle squadre di Serie A, sembra che sul terreno finanziario non siano disposri a concedere spazi di discussione.
La disaffezione dei giovani; i clamorosi deficit fatti registrare da un gran numero di società, in particolar modo dalle più grandi; l'ingresso prepotente sul mercato dei fondi sovrani arabi, capaci di portare a un totale disequilibrio per il nostro calcio in ambito internazionale, già messo in grave difficoltà dallo strapotere di mercato inglese; tutte condizioni che non stanno permettendo al calcio italiano di tenere il passo con la nuova realtà calcistica internazionale.
Non c'è più tempo per stare a vedere ciò che potrà succedere. Occorre intervenire, prima che ciò succeda.
Come? Gravina ha pronto un pacchetto di proposte. Alcune trite e ritrite (anche se condivisibili): investimenti sui settori giovanili; strutturazione delle rose tutelando i giovani; spinta alla costituzione delle seconde squadre; valorizzazione del brand del calcio italiano sul mercato estero. Altre un po' più "concretamente" ineludibili: l'introduzione di un sistema di defiscalizzazione volto a favorire gli investimenti sui giovani; uno simile per gli investimenti sulle infrastrutture; una riorganizzazione dell'ambiguo "sistema scommesse", per consentire la pubblicità delle case operanti nel settore che preveda un contributo economico nei confronti delle società che possa portare a un'evoluzione del sistema sportivo anche attraverso la promozione della cultura sportiva nelle scuole.
Infine, e qui si fa ancora più dura, il controllo sui bilanci. Progressivo aumento dell'indice di liquidità, che "deve" passare dallo 0,8 per cento del prossimo anno all'1 per cento netto tra quattro o cinque anni; patrimonio netto che dovrà essere positivo; Covisoc che non limiterà più il proprio controllo solamente a fronte dell'iscrizione ai campionati ma potrà intervenire per verifiche anche a campionati in corso.
Avverrà il miracolo? Chi vivrà, vedrà.
(Palla al Triso)

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