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mercoledì 14 febbraio 2024

Eroi dei Mondiali: Raymond Kopa

 

Figlio di immigrati polacchi che nel 1919 lasciarono la loro terra per cercare un futuro migliore in Francia, Raymond Kopa (nella foto) scoprì presto che i banchi della scuola non avrebbero potuto essere la strada che lo avrebbe portato a realizzare i suoi sogni. Fin da bambino fu costretto a guadagnarsi la vita lavorando nelle miniere di carbone della cittadina francese dove è nato, perdendo in un incidente l'indice della mano sinistra. Ma erano i pedi la sua arma migliore e lo dimostrava in ogni momento libero, giocando con gli amici ovunque ci fosse la possibilità di dare calci a un pallone.

Presto notato e fatto crescere nella piccola società del Noeux-les-Mines, a soli 17 anni esordisce tra i professionisti con l'Angers, dove sale al proscenio mettendo a segno un buon numero di gol e giocate di alta classe. Il percorso di crescita prosegue nello Stade de Reims, che in quella prima metà degli anni '50 domina il calcio francese. Con i biancorossi della Marna vince scudetti e arriva a giocare la prima edizione della Coppa dei Campioni, perdendola in finale contro il Real Madrid. Proprio con i "galacticos", nelle cui file passa l'anno dopo, vince però le tre successive edizioni della coppa, conquistando anche, nel 1958 il Pallone d'Oro.

Ormai francese a tutti gli effetti (il suo cognome originario Kopaszewski è stato "semplificato" in Kopa) veste per dieci anni consecutivi la maglia bleu dei galletti transalpini, contribuendo al sorprendente terzo posto dell'edizione 1958 dei Mondiali di Svezia.

Col compagno di squadra e grande bomber Just Fontaine si erge a rappresentante della categoria dei calciatori, trasformandosi in accanito sindacalista. I due furono infatti i portavoce della protesta dei calciatori che si batterono per introdurre i contratti a tempo determinato per la categoria: "I calciatori - proclamò - non devono essere considerati schiavi. Oggi il calciatore professionista è l'unico uomo che può essere venduto o comprato senza che venga chiesto il suo parere".

Grande personalità!

(Palla al Triso)

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