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venerdì 1 marzo 2024

Eroi dei Mondiali: Paolo Rossi

 

Pablito o PaoloRossi, così, tutto attaccato: in questo modo è passato alla storia il calciatore che, con quel nome e, soprattutto, quel cognome avrebbe potuto transitare dalle cronache come un qualsiasi... signor Rossi. E invece, a tirarlo fuori dall'anonimato sono stati i suoi gol, la sua rapacità in area di rigore, la sua semplicità e rapidità nel gesto tecnico, la sua voglia di "rifarsi" un nome dopo le disgrazie del Calcio Scommesse.

Toscano di Prato arriva alla Juve per far coppia nella Primavera con quel Nicola Zanone che farà discretamente bene nella sua carriera ma che, a quei tempi, gli era ritenuto addirittura superiore. Zanone gran fisico, Rossi rapido ma mingherlino: proprio il fisico lo frena ulteriormente, costringendolo a lasciare per strada qualche menisco lungo il percorso. Per tentare di farlo ripartire viene prestato al Como, esperienza che non porta i frutti sperati, in quanto schierato in un ruolo non suo. E' a Vicenza, con Giobatta Fabbri che esplode!

Centravanti e gol a ripetizione. "Ha la grazia di un ballerino e la spietata freddezza del torero", scrive di lui Giorgio Tosatti. Poi le buste col Vicenza, i Mondiali argentini che lo consacrano grande, la cessione al Perugia e la condanna del Calcio Scommesse.

Risorge anche questa volta e, sospinto dalla caparbietà di Bearzot, che insiste nel proporlo contro tutto e tutti, dopo essere stato eroe nel '78 lo è ancora di più nell'82, con i suoi sei gol mondiali e la coppa alzata al cielo. Dopo, ancora tanta Juve e l'avvio al tramonto con Milan e Verona.

Ha vinto tutto, ha fatto piangere sul campo il Brasile e ha fatto piangere l'Italia e il mondo intero il 9 dicembre 2020, quando se ne è andato per sempre.

(Palla al Triso)


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