Luigi Durante
"Mi appello al popolo...": con questo grido il primo portiere della Juve è consueto rivolgersi ai supporters per chiedere loro un autorevole parere sulla regolarità o meno di una segnatura. La mancanza di reti e, il più delle volte, anche delle righe, rende spesso difficile, da parte dell'arbitro, una decisione convincente. A quel punto il baffuto numero 1 si lancia verso il pubblico e urla la sua frase tipica. Ci è facile immaginare che un comportamento del genere potrebbe fomentare moti violenti da parte dei tifosi di oggi, ma a quei tempi la cosa viene vista più con un pizzico di goliardia e di fair-play. Che ci volete fare, Durante è un artista (vive facendo il pittore) e, si sa, gli artisti e i portieri di calcio sono due categorie soggette a interpretare la vita con un po' di sana follia... Figurarsi un artista-portiere!
LA "STORIA" DEL 1907
Bastano due derby col Toro appena nato, per far fuori la Juve dal campionato. Di mezzo c'è anche un po' di sfortuna, ma i granata sono obiettivamente superiori e segnano l'inizio di un ventennio buio per i colori bianconeri. Il campionato si gioca ancora con eliminatorie regionali: finali a tre con Milan, Torino e Andrea Doria (a quei tempi il calcio stava tutto nel triangolo Milano-Torino-Genova). Vince ancora il Milan, guidato dai fratelli Treré e dall'inglese Kilpin ma, ormai l'asse del calcio sta per spostarsi in provincia.
(Palla al Triso)

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