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giovedì 4 aprile 2024

Juvecentus: 1918 - Ventiduesima puntata


 

Gioacchino Armano

C'è sempre lui, in tutti i fatti che hanno caratterizzato i primi vent'anni di vita della "Signora". Prima è tra quegli studenti che fondano la squadra sulle panchine di Corso Re Umberto, poi ne diviene il primo empirico terzino destro, capace di appiccicarsi come una tigna al proprio diretto avversario e di sovrastarlo dall'alto di una forza fisica non indifferente, in seguito si afferma nella prima Juve campione d'Italia, prima di trasformarsi in un attivo e valido dirigente. Con il compagno di linea Mazzia condivide gli studi universitari al Politecnico e forma la prima coppia importante di terzini bianconeri, con caratteristiche molto simili a una delle grandi coppie moderne: Gentile e Cabrini. Fisicamente devastante il primo, tecnico e soave il secondo... Sed absit iniuria verbis!

 

LA "STORIA" DEL 1918

Pace. Entusiasmo. Gioia, Trento e Trieste sono italiane. Per un attimo si scordano quattro anni di lacrime. I trattati di Versailles, gestiti dal presidente americano Wilson, ci fan tornare coi piedi per terra: l'Italia è un paese povero, stremato dalla guerra, dalla fame, dagli stenti e dalle distruzioni. E incapace di essere vincitore anche sui tavoli delle trattative. Rimane il calcio, oppio dei popoli, a dare un po' di sollievo. Si fa il conto di chi è tornato e di chi non c'è più: tanti, troppi, hanno lasciato la vita sul Piave! Chi è tornato, però, è carico di voglia, tutti questi anni di digiuno hanno lasciato il segno. Il calcio risorge ed è destinato a crescere e ad affermarsi definitivamente. 

(Palla al Triso)


 

 

 




 

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