Ipotesi: lancio lungo che parte dal centrocampo, l'attaccante scatta verso la porta avversaria lasciandosi alle spalle il marcatore: è palesemente in fuorigioco ma l'assistente dell'arbitro non sventola la bandierina, perchè così vuole la prassi consolidata conseguente all'introduzione del Var.
Quindi l'azione prosegue, l'attaccante calcia verso la porta e la palla sta entrando in rete ma, miracolosamente, un difensore entra in scivolata e la mette in angolo. A quel punto l'assistente alza la sua bandierina, sancendo l'inutilità di quanto si è verificato negli ultimi quindici secondi.
Peccato però che nello slanciarsi verso la palla per deviarla fuori il difensore si sia procurato uno strappo al flessore, guaribile in non meno di 30-40 giorni: infortunio che gli farà saltare le prossime cinque o sei gare. Infortunio evitabile se l'assistente si fosse preso la responsabilità di segnalare una posizione indubitabilmente non corretta.
Il guaio è che situazioni di questo tipo si verificano ormai abitualmente in tutte le gare, e anche più volte nel corso della gara stessa. Allora viene da chiedersi: a che serve l'assistente? Solamente a controllare se i giocatori che entrano in sostituzione dei titolari hanno anelli o catenine? Lasciamo alla sua discrezione solamente la decisione sul "palla dentro-palla fuori" (e anche in questo caso, comunque, non sempre ci prendono!) come succede tra i dilettanti?
E così, tra un guardalinee che non sbandiera e un arbitro che tiene in stand-by la gioia per un gol segnato in attesa delle conferme delle sale Var, il nostro calcio sta morendo.
(Palla al Triso)

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