Johan Neeskens
Rappresenta un po' l'alter ego di Johan Cruijff, con il quale condivide gran parte della propria carriera, sia in nazionale che con le maglie di Ajax e Barcellona. Si ritiene "un mediano difensivo che sa anche segnare": un po' riduttivo per un giocatore che può tranquillamente districarsi con ottimi risultati in ogni parte del campo, per completezza e continuità vero e proprio simbolo di quell'Olanda "universale" che spopola negli anni settanta.
Obdulio Varela (nella foto)
Obdulio Jacinto Muiños Varela, detto "El Negro Jefe" (il Capo Nero), la massima espressione della "garra charrua", la volontà e la grinta tipiche del popolo uruguagio. Trascinatore, psicologo, atleta fantastico: è il vero leader della Celeste che conquista la Rimet nel '50 in Brasile. Dopo il vantaggio dei brasiliani insinua in loro il dubbio e la paura con un atteggiamento da vero condottiero. Le reti le segnano Schiaffino e Ghiggia, ma il vero protagonista è lui, per il quale, nel momento della scomparsa, vengono indetti funerali di stato.
Lothar Matthaus
Cambia più mogli che maglie, a testimoniare un carattere burrascoso e una personalità irrequieta. Sul campo è un vero leader: forte fisicamente, veloce, ottima tecnica, tiro preciso e potente. Vince tantissimo col Bayern e coi nerazzurri di Milano, un Mondiale e un Europeo con la Germania, più un Pallone d'Oro e un Fifa World Player, oltre a stabilire, in coabitazione con Carbajal e Buffon, il record di cinque partecipazioni alla fase finale di un Mondiale.
(Palla al Triso)

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