Anche se la prima discesa in campo di una rappresentativa nazionale italiana avvenne il 15 maggio 1910, all'Arena Civica di Milano, con un sonante 6 a 2 sulla Francia, con la più classica delle camicie bianche (pantaloncini bianchi o neri...a scelta) l'azzurro divenne quasi subito il colore dello sport italiano. Già il 6 gennaio del 1911, sempre nello stadio milanese, questa volta contro un'Ungheria vincente per 1 a 0, infatti, i calciatori italiani indossarono la maglia azzurra. Ma perchè l'azzurro e non uno dei tre colori della nostra bandiera?
In onore della casa regnante dei Savoia, il cui labaro (adottato per la prima volta nel 1366 da Amedeo VI) era totalmente azzurro. Da allora, quindi, forza Azzurri!
Se l'Italia è passata da un bianco vincente a un azzurro sconfitto alla sua prima uscita ufficiale, senza badare ad alcuna forma di scaramanzia, ben diversa è la genesi della mitica "auriverde" brasiliana.
Mai vincente, pur potendo disporre di formazioni di elevato spessore, i brasiliani, raggiunto il limite massimo di sopportazione con il Maracanazo del 1950, abiurano definitivamente la maglia bianca bordata di blu e il giornale "Correio da manhã" indice un concorso nazionale per scegliere una nuova divisa. Lo vince un giovane 19enne di Pelotas, al confine con l'Uruguay, Aldyr Garcia Schlee, capace di proporre in un'unica divisa tutti i colori (verde, oro, blu e bianco) della bandiera.
Non c'è traccia di bandiera invece nelle maglie delle nazionali di diversi paesi.
A cominciare dall'Olanda, che propone l'arancio in onore degli Orange, progenitori dei Paesi Bassi e discendenti di Guglielmo I d'Orange.
Così anche la Germania, in bianco per ricordare il colore del Regno di Teuron, uno dei centri di potere del Regno di Prussia.
Non legate a momenti storici particolari invece le scelte di altri paesi.
L'Australia in un giallo-verde dalla doppia possibile origine: o una ripresa dei colori della mimosa, oppure la riproposizione dei colori dominanti sul territorio: il giallo del deserto e il verde delle foreste.
Doppia possibile origine anche per le maglie bordeaux del Venezuela, legato ai colori delle due principali ricchezze della nazione: il petrolio e il vino.
Infine il blu del Giappone, preferito al bianco con cerchio rosso della bandiera. Nel 1930 Tokyo ospitò un importante torneo internazionale e a rappresentare il paese venne incaricata una formazione dell'Università cittadina. La maglia di quegli studenti era blu e vinsero il torneo. Non si cambiò più!
(Palla al Triso)

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