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sabato 27 gennaio 2024

Tutta una questione di palle!


Vederlo ora fa un po' sorridere ma si tratta di uno dei palloni con cui si disputarono i primi mondiali, quelli in Uruguay nel 1930.

A quei tempi non esistevano ancora regole particolarmente definite sulla tipologia dei palloni e non imperversavano ancora multinazionali in grado di offrire prodotti particolarmente raffinati.

Proprio nella finale di quel Mondiale, tra l'altro, avvenne un fatto che oggi sarebbe improponibile e che ci fa comprendere ancora di più quanto fosse lontano il calcio-business di oggi.

(Tratto da "I Mondiali di Jules Rimet"- Editrice Bradipolibri)

"Una volta negli spogliatoi Langenus (l'arbitro belga designato per la finale tra Uruguay e Argentina, ndr) deve subito affrontare un problema che rischia di compromettere lo svolgimento della gara. Incontra i due capitani per definire alcuni dettagli e si vede travolto da una lite che solo per poco non degenera in zuffa tra Nasazzi e Ferreyra. Oggetto del contendere: il pallone con cui disputare la sfida, perchè gli uruguagi utilizzavano generalmente il pallone numero 5, più grande e pesante, gli argentini il numero 4, più piccolo e veloce. Visto che non c'è modo per metterli d'accordo, si rende necessario procedere a un sorteggio, che favorisce gli ospiti. Gli uruguagi non si danno per vinti e ribattono che, come paese organizzatore hanno il diritto di scegliere con quale pallone giocare.

Alla fine l'arbitro Langenus, novello Salomone, si vide costretto a imporre che si sarebbe giocato un tempo con il pallone argentino e uno con quello uruguagio. Morale: il primo tempo terminò 2 a 1 per i giocatori di Buenos Aires, favoriti dalla loro scelta; nella ripresa, entrata in scena la palla di Montevideo, Andrade e compagni trionfarono 4 a 2!"

(Palla al Triso)

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