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venerdì 16 febbraio 2024

Celo/manca: figurine del "nostro" calcio - Adriano Ferrari


 

(Tratto da un Hurrà Grigi del passato)

Passano gli anni, i capelli diventano grigi, ma la voglia, l'entusiasmo, la passione sono sempre quelle di tanti anni fa. Dove c'è un pallone che rotola, c'è Adriano Ferrari: che sia nel calcio "vero", che sia negli Amatori, che sia nel calcio a 5, o ancora in quello dei ragazzini: lui deve sempre starci in mezzo, perchè quello è il suo mondo. Fin da quando, appena smesso il pannolone, sul campo delle Casermette, proprio davanti a casa, dedicava tutto il suo tempo libero a giocare a pallone (altrochè playstation!).

A sentirlo raccontare sembra quasi che fosse un calcio di cento anni fa: "Come palla si usavano stracci, carta arrotolata, l'importante era correre e prenderlo prima dei tuoi avversari e fare gol in quelle porte improvvisate con qualsiasi cosa".

Il passo successivo è l'Oratorio di San Giuseppe Artigiano, dove nasce la Virtus, la prima squadra di Adriano, categoria Pulcini. Poi il grande passo: l'Alessandria, coi Giovanissimi del mitico Piacentini. La maglia grigia viene lascata per seguire mister Rampini alla Gandini, dove alle sfide degli Allievi si alternano le partite con i "grandi" della Terza Categoria. Nel '69 lo chiama il Derthona, con un altro grande mister: Cosola. Con lui, tutta la trafila dagli Allievi all'esordio in Coppa Italia con la squadra di C. Purtroppo la società fallisce e da lì comincia un tourbillon di trasferimenti, sempre in squadre con grandi ambizioni di vittoria: l'Asca di Ponzano, Mirabelli, Bocca che poi diventa AscaValle con Bovera, Mariani e Fucile; ancora con Fucile all'Acqui, con Repetto al San Giuliano Nuovo, con Delle Donne alla Valenzana, con Tinazzi e Petrucci al Monferrato, infine la Fulvius.

I tre mesi di gesso per una frattura composta a tibia e perone decretano lo stop, anche se per un'altra decina d'anni diventa calcio divertente anche quello degli Amatori.

In panchina si siede per la prima volta col calcio a 5 dell'Alessandria, poi due anni all'Europa e, dal 2012, l'avventura biancorossa con l'Aurora. Ma in questa "seconda vita" Adriano è ancora uno sbarbatello!

(Quando la passione è più forte di tutto!)

(Palla al Triso)

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