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martedì 13 febbraio 2024

Coppa d'Africa: Bebé, Hallér e la gioia di un continente

 

Si chiama Tiago Manuel Correia Dias ma tutti lo chiamano Bebé, così come lo chiamava il fratello. Lui è cresciuto in un orfanotrofio e la sua scuola, calcistica e non, è stata la strada. In Portogallo, non a caso, ha giocato nel Cais Charity, società che controlla le selezioni dei "senzatetto". Nel calcio ha trovato la vita!

E' sempre stato bravo, grazie a passione e allenamento è diventato sempre più bravo, fino a diventare giocatore vero e a vestire maglie importanti: Manchester United e Benfica su tutte. Ora, quella di Capo Verde, sorpresa di Coppa d'Africa, lui nato in Portogallo da genitori capoverdiani ora è un idolo nella sua terra.

Si chiama Sébastien Romain Teddy Haller, ma tutti lo chiamano Hallér, alla francese, per non confonderlo col biondo tedesco che giocò in Italia negli anni '70 e che l'accento ce l'aveva sulla a. Gioca per la Costa d'Avorio, anche se è nato in Francia, perchè le sue origini, la sua terra, è l'Africa.

Col pallone tra i piedi un lungo percorso: Auxerre, Utrecht, Eintracht Francoforte, West Ham, Ajax, Borussia Dortmund. Proprio quando arriva in giallonero, all'apice di una carriera fatta di tanti gol, la mazzata! Un malore, qualche esame, una diagnosi: tumore maligno ai testicoli. Operazioni, cicli di chemioterapia e graduale ripresa. Fino a tornare calciatore, fino a segnare la rete del 2 a 1 per la Costa d'Avorio nella finale con la favoritissima Nigeria.

Due storie semplici, fatte di sofferenza e gioia.

Quella gioia che quel continente, la sua gente, sa trasferire in tutto ciò che fa, con leggerezza, con divertimento, con sorrisi contagiosi. Sugli spalti della Coppa d'Africa era sempre festa, era sempre musica, erano sempre balli, era sempre voglia di vivere.

Quella voglia di vivere che non ha mai fermato Bebé e Hallér!

(Palla al Triso)

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