(Tratto da: "I Mondiali di Jules Rimet" - Editrice Bradipolibri)
Nella notte del 30 dicembre 1989, la Coppa Rimet, gelosamente e orgogliosamente custodita negli uffici della federazione brasiliana, viene trafugata. Passano alcuni giorni e la polizia arresta tre persone, accusate del furto. Dopo poco più di ventiquattr'ore i tre vengono rilasciati e uno di loro morirà, dieci giorni più tardi, barbaramente crivellato da sette colpi di pistola. La sparizione e i fatti che ne seguirono resteranno un mistero. La coppa non verrà più ritrovata, probabilmente fusa per poterne commerciare l'oro. Ecco un altro motivo per cui si perde in maniera definitiva quel fascino. Un fascino fatto di campioni entrati nel mito, che proprio quella coppa hanno toccato, baciato, accarezzato.
La Kodak brasiliana provvede a donare al Brasile una copia perfetta della coppa scomparsa, per rimetterla al suo posto, nella teca dell'ufficio della federazione. Identica all'originale ma senza la sua storia, senza il calore intenso che quella emanava. Uno dei direttori dell'azienda brasiliana dischiara disperato: "E' una cosa terribile. Il ladro non può essere un brasiliano. Nessun brasiliano avrebbe potuto arrivare a tanto, glielo avrebbe impedito il sentimento patriottico. Quella coppa, per ogni brasiliano, rappresentava un pezzo di se stesso. Proprio per questo la Kodak ha voluto donare al popolo brasiliano la copia della Rimet andata perduta. Il Brasile è nazione leader in questo sport e questa coppa ne rappresenta il simbolo più importante. Siamo orgogliosi di questo nostro gesto e ne saremo ancora più orgogliosi se venisse interpretato come un'azione senza interessi commerciali".
Addio Rimet. Il calcio continua, la Coppa del Mondo anche, ma un'era è finita per sempre.
(Palla al Triso)

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