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sabato 24 febbraio 2024

Eroi dei Mondiali: Sandor Kocsis


Il nome sembra quello di un grande capo indiano, in realtà si tratta di uno dei più grandi centravanti della storia del calcio, goleador principe, in coppia con il "colonnello" Puskas, di quella formidabile macchina da vittorie che fu la nazionale ungherese nei primi anni Cinquanta, ribattezzata "Aranycsapat", squadra d'oro, capace di rimanere imbattuta per 35 partite consecutive, dal giugno del '50 al giugno del '54, per perdere poi nell'appuntamento più importante: la finale della Coppa Rimet svizzera contro la Germania Ovest.

Campione d'Ungheria sia col Ferencvaros che con la Honved, Sandor Kocsis (nella foto) o "Testina d'oro", come venne ribattezzato per sottolineare il suo indiscutibile marchio di fabbrica: il colpo di testa, fu anche vincente in Spagna, quando, dopo la rivoluzione ungherese del 1956 lasciò il suo paese per fare tappa prima in Svizzera, con la maglia degli Young Fellows, e poi al Barcellona, dove vinse campionati, coppe spagnole e una Coppa delle Fiere, segnando sempre valanghe di reti.

Nel suo personale palmarès c'è anche l'oro olimpico del '52 e una Coppa Internazionale nel '53, ma nonostante gli 81 gol in 120 gare con la maglia del Ferencvaros, i 158 in 160 partite con la Honved, i 42 in 75 partite col Barça e le 79 reti nelle 68 volte che ha vestito la maglia della Nazionale, resta sempre l'amarezza per quel 2 a 3 di Berna, una delle poche gare in cui non sia riuscito a inserire il proprio nome nel tabellino dei marcatori, che non gli permise di centrare il bersaglio più grande e ambito. Non gli vietò, però, di essere per sempre considerato una leggenda del calcio ungherese e mondiale.

Ritiratosi dal calcio dovette affrontare due avversari tremendi: una leucemia e un cancro allo stomaco. Non li considerò battibili e a soli 49 anni morì, cadendo dal quarto piano dell'ospedale di Barcellona dov'era ricoverato, forse suicida. Tristissima fine di uno dei più grandi bomber della storia.

(Palla al Triso)

 

 

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