La violenza nello sport e le possibili proposte da parte delle principali componenti calcistiche che fanno riferimento al Comitato regionale del Piemonte - Valle d'Aosta della FIGC-LND, con la partecipazione dei presidenti di tutte le società sportive piemontesi, dei capitani e degli allenatori delle prime squadre, degli arbitri, sono stati gli argomenti trattati nel convegno organizzato dallo stesso Comitato piemontese, col patrocinio della Regione Piemonte, dell'Associazione Italiana Arbitri, dell'Associazione Italiana Allenatori Calcio e dell'Associazione Italiana Calciatori. L'incontro si è tenuto lunedì 19 febbraio all'Auditorium del Museo dell'Automobile di Torino alla presenza di tantissimi partecipanti.
"Una squadra vincente per un calcio migliore", questo il tema da dibattere e a farlo sono stati chiamati i vertici del calcio piemontese, a cominciare dal Vice presidente vicario della LND, Christian Mossino, dal presidente regionale Mauro Foschia, e poi l'Assessore regionale allo Sport, Ricca, la componente arbitrale rappresentata da Pacifici, Malacart e Trentalange, il presidente regionale degli allenatori, Filardo, e il rappresentante dei calciatori, Randi.
Tante e importanti le provocazioni, le proposte, le valutazioni che hanno reso particolarmente interessante la serata. Da quelle di Foschia che ha dichiarato come quello della violenza sia un problema che non può risolversi da solo e quanto la violenza verbale, spesso presente sui campi, rappresenti il preludio a quella fisica. Dal settore arbitrale è emersa la sensazione che "l'arbitro sia considerato un po' come l'ostacolo verso la vittoria", nonostante che gli uomini col fischietto siano chiamati a gestire 550 mila gare all'anno per garantire il rispetto delle regole e dell'avversario.
Importante, per favorire una maggiore "osmosi" tra i diversi mondi del calcio, è stata confermata l'adozione del doppio tesseramento, rendendo possibile a giovani calciatori di poter essere anche contemporaneamente giovani arbitri. Il dialogo deve essere alla base dei rapporti, organizzando serate di approfondimento e favorendo la possibilità di dare vita a un "briefing" prepartita tra arbitro, dirigenti e squadre per conoscersi e per far comprendere che l'errore fa parte del gioco e l'errore è possibile su entrambi i fronti.
Valutazioni importanti anche da parte degli allenatori che mirano a prendersi responsabilità chiare nei confronti dei ragazzi allenati, nei rapporti con le famiglie, nel far lavorare soprattutto i più giovani nel concetto di crescita e non di vittoria a qualsiasi costo.
Tutto ciò perchè il pallone non si sgonfi e possiamo continuare a garantire il diritto a chi pratica questo sport di divertirsi.
(Palla al Triso)

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