Si chiama Sclerosi Laterale Amiotrofica ed è molto più conosciuta con l'acronimo SLA, la malattia di Lou Gehrig (dal nome del giocatore di baseball al quale per la prima volta, nel 1939, venne diagnosticata) o ancora come la malattia dei calciatori, in quanto proprio a questa categoria (o comunque ai praticanti di sport da contato) studi scientifici assegnano numeri percentuali molto più alti della media comune.
Uno studio epidemiologico prodotto da un gruppo di ricercatori italiani e proposto al Meeting annuale dell'American Academy of Neurology, basato sui dati dei calciatori presenti sugli album Panini dal 1960 al 2000, ha prodotto un elenco di almeno 32 casi accertati, documentando anche come i calciatori si ammalino in età molto più giovane rispetto a chi non abbia praticato calcio: si va dai 43,3 anni di media degli sportivi ai 65,2 del resto della popolazione.
Ma cos'è la Sla? Come si manifesta?
Si tratta di una malattia neurodegenerativa che colpisce i motoneuroni del sistema nervoso centrale provocando la perdita graduale del controllo di diverse funzioni vitali, dal camminare al deglutire, dal parlare al respirare. Nonostante soprattutto nell'ultimo decennio le problematiche relative a questa sindrome siano state affrontate in maniera sempre più profonda e siano stati prodotti importanti studi al riguardo, restano ancora da definire quali possano essere le cause scatenanti della malattia. Per il momento si procede solamente per ipotesi, senza reali certezze. Conseguenza di eventi traumatici? Contatto con pesticidi o erbicidi utilizzati sui terreni erbosi? Utilizzo di medicinali o altre sostanze chimiche? Gli studi non danno conferme e l'elenco delle vittime della Sla si fa sempre più lungo.
Stefano Borgonovo (con Roberto Baggio in una foto tristemente famosa), Gianluca Signorini, Pietro Anastasi, ma anche tanti altri, campioni o meno, famosi o sconosciuti...ma tanti, troppi!
(Palla al Triso)

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