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mercoledì 28 febbraio 2024

Tragedie nel calcio: Honduras - El Salvador


(Tratto da "I Mondiali di Jules Rimet" - Bradipolibri)

Che da una partita di calcio due nazioni arrivino a dichiararsi guerra sembra troppo. Eppure, tra Honduras ed El Salvador si arriva a tanto. La chiameranno "la guerra del calcio" e trova nel confronto di qualificazione per i Mondiali del 1970 la miccia che dà fuoco alle polveri. Da alcuni anni la tensione cova sotto la cenere, lasciando trasparire che, da un momento all'altro, e per un qualsivoglia motivo, la rabbia possa esplodere. Per un lungo periodo, molti contadini salvadoregni sono emigrati nel confinante Honduras, alla ricerca, facilmente soddisfatta, di fertili terreni coltivabili. Il fenomeno si fa sempre più consistente col passare degli anni, tanto da portare i due governi a sottoscrivere un accordo che fissi regole precise e certe nelle operazioni di transito. La colonia salvadoregna si fa sempre più numerosa e potente, tanto da far nascere negli honduregni un senso di fastidio nei loro confronti. Nel '68, a seguito di continue tensioni, il governo emana una legge che proibisce la proprietà salvadoregna dei terreni. Gli honduregni si sentono così in diritto di riappropriarsi di campi, tenute e piantagioni, espropriando i coltivatori stranieri.

In occasione della gara di andata (l'8 giugno 1969 allo Stadio Nacional di Tegucigalpa), i tifosi di casa ne approfittano per dimostrare tutta la loro antipatia nei confronti degli ospiti. Sul campo, i salvadoregni, pur schiacciati nella loro area, sembrano poter resistere. All'ultimo affondo Wells trova l'angolo giusto e segna.

La partita di ritorno è in programma per la settimana successiva. Allo stadio Flor Blanca di San Salvador, i padroni di casa ribaltano tutto: 3 a 0 e si dovrà andare allo spareggio. Ma dal momento in cui l'arbitro fischia la fine della gara inizia la cronaca politica, o meglio, la Storia. Gli honduregni danno in escandescenze. Il popolo scende in piazza, i leaders politici prendono la palla al balzo per dare voce a uno stato latente di insoddisfazione. A più di trecentomila salvadoregni vengono concesse ventiquattr'ore per lasciare il paese. Le sedi diplomatiche rompono i rapporti e a San Salvador viene decretato lo stato d'assedio E' guerra.

Nonostante tutto la Fifa fissa per il 27 giugno a Città del Messico data e luogo dello spareggio. Le misure di sicurezza sono accuratissime, la paura che tutto sfoci in violenza è altissima. I due governi mettono a disposizione voli gratuiti per i tifosi: si prevede un'invasione. I messicani però non ci stanno e limitano a un massimo di diecimila tifosi per ognuna delle due nazioni, divisi da duemila poliziotti in assetto di guerra.

I giocatori in campo danno il buon esempio e la partita, pur tirata e combattuta, si dipana tranquilla. Anche nei supplementari le tensioni extra calcio restano fuori dal terreno di gioco. La rete di Quintanilla fissa il 3 a 2 in favore di El Salvador e al termine ai giocatori restano appena le energie per stringersi sportivamente la mano. L'ennesimo esempio di quanto lo sport possa essere veicolo di pace.

(Palla al Triso)

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