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venerdì 23 febbraio 2024

Tragedie nel calcio: Manchester United

 

(Tratto da "I Mondiali di Jules Rimet" - Bradipolibri)

Sono le 16 e 4 minuti del 6 febbraio 1958. Sulle piste dell'aeroporto di Monaco di Baviera un bimotore della British European Airways si alza in volo, dopo aver compiuto uno scalo tecnico per fare rifornimento. Sta riportando a Manchester i giocatori dello United e il loro seguito di dirigenti, giornalisti, staff societario, amici. La squadra allenata da Matt Busby ha giocato una partita di Coppa dei Campioni a Belgrado, contro la temutissima Stella Rossa, e lo spettacolare 3 a 3 finale rappresenta una bella ipoteca in vista della sfida di ritorno. Il passaggio del turno sembra assicurato e la soddisfazione, tra i viaggiatori, è palpabile.

Seduti ali loro posti, cintura allacciata e pronti forse a schiacciare un pisolino ristoratore nel tempo che li riporterà a casa, ci sono i Busby Babes, i ragazzi di Matt Busby, manager preparatissimo, grande conoscitore del mondo del calcio, dotato di un  vero sesto senso nell'annusare le potenzialità e le qualità dei giovani calciatori. Suo è infatti il merito di aver costruito questa squadra, ricca di giovani campioni che stanno trasformandosi in stelle assolute del calcio europeo e mondiale. L'unico ostacolo possibile che separa il Real Madrid dal suo stradominio continentale sembrano essere proprio loro.

I motori del "Lord Burleigh", come è stato ribattezzato l'aereo, rullano al massimo: inizia il decollo, in una vera e propria tormenta di neve. Il velivolo si alza per non più di cinque metri, poi si sente un'esplosione e le fiamme avvolgono tutto. La sommissione d'inchiesta, immediatamente insediatasi per determinare colpe e motivazioni della tragedia, affermerà che il non ancora completato ritiro del carrello potrebbe aver provocato un impatto contro una macchia d'alberi. A nulla serve neppure la grande esperienza di volo del comandante, James Thain, ex pilota di guerra con la Royal Air Force, carico di ore di volo e di gloria. Come sempre succede in questi casi, vengono formulate supposizioni, accuse, inquietanti spiegazioni: tutto inutile.

Roger Byrne, Goffrey Best, Mark Jones, William Whelan, Tommy Taylor, David Pegg, Duncan Edwards ed Edward Colman non ci sono più e, con loro, si dissolve il grande sogno del Manchester United; con loro muore la leggenda dei Busby Babes. In ventitre, in totale, le vittime della tragedia.

L'allenatore stesso, Matt Busby, riporta ferite gravissime e resta sospeso tra la vita e la morte per molti giorni: si salverà, portando con sè, però, per il resto dei suoi giorni, profonde ferite fisiche e psicologiche. Come lui escono vivi dal rogo Harry Gregg, Raymond Wood, Billy Foulkes, Jackie Blanchflower, Bobby Charlton, John Burry, Ken Morgans, Dennis Viollett e Albert Scanlon. Qualcuno - come Charlton - saprà ancora costruirsi una carriera da grandissimo campione, per gli altri resterà solo quel tremendo ricordo.

(Palla al Triso)


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