(Tratto da "Il calcio visto da dentro" - ArabaFenice)
In un articolo apparso su "Lo sport illustrato", a firma Angelo Ponti, vengono presentati i tre giovani più promettenti dell'annata di Serie B: Sergio Carantini del Vicenza, Luciano Buzzacchera del Valdagno Marzotto e Amilcare "Mirko" Ferretti (nella foto) del Catania. La premessa rappresenta già un... avviso ai naviganti di come e quanto i giovani venissero gestiti dalle soietà: "Il domani del nostro calcio è in mano ai giovani. Questo è uno dei tanti slogan sempre attuali, quando si parla di crisi, di rinnovamento. Poi, naturalmente, le esigenze di classifica, i timori per le facili stroncature (o per le eccessive montature) fanno spesso da freno inesorabile al lancio dell'elemento cresciuto nel vivaio". Mancanza di coraggio, quindi, ma i tre ragazzi riusciranno comunque a ritagliarsi spazi importanti nel calcio italiano.
Ecco cosa si diceva del promettente Ferretti: "Nel Catania, che punta alla promozione, Amilcare Ferretti si è inserito quest'anno con la disinvoltura propria del giocatore di classe e di stile. Già lo scorso anno, nelle file del Como, il mediano ebbe modo di sfilare sulla passerella dei migliori, collezionando aggettivi e calamitando osservatori. Ricordiamo, al proposito, un breve colloquio svoltosi tra un dirigente di grossa società e Giulio Cappelli (medaglia d'oro olimpica nel '36, ex calciatore e allenatore, ndr) che, volere o no, di calcio se ne intende. Diceva il dirigente: "Non le sembra che quel Ferretti sia un po' piccolo di statura? Rispondeva Cappelli: "La statura di un giocatore la si misura sul campo. E Ferretti, creda a me, in campo è grande, a volte grandissimo..."
Bene, Ferretti nel Como di Lamanna, spopolò sulla centro campo. E sul mercato estivo il Catania dalle ambizioni confessate si aggiudicò la pedina preziosa, innestandola sul fronte rossazzurro. Anche a Catania, Amilcare Ferretti è salito in cattedra; ora schierato alla mezzala, ora riportato sulla mediana, ma sempre indicato come una delle fonti del gioco, come l'egregio orchestratore della mezzo campo.
Nato ad Alessandria il 25 giugno 1935, cresciuto nelle file del Canelli, Ferretti passò al Como nel 1956. E nel Como, si può ben dire, ha affinato il suo gioco, ha trovato fiducia, plasmando la propria personalità. La sua taglia atletica non è imponente; piuttosto basso di statura, rispetto agli altri, possiede comunque una solida muscolatura e, quel che più conta, una resistenza superiore alla media. in campo non sosta mai; esce dalla zona, dopo l'interdizione, triangola ora con Biagini, ora con Prenna, quindi appoggia palloni d'oro, invitanti, per le punte di attacco. Ambidestro, dotato di una visione chiara del gioco, è davvero il cervello di una squadra, il centro-motore di uno stile. Piccolo di statura, d'accordo, ma grande, a volte grandioso, sul campo da gioco".
(...e il piccoletto ne ha fatta di strada!)
(Palla al Triso)

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