Un processo di crescita che avanza nel tempo. Il momento che ha segnato forse il passaggio dalla... preistoria alla storia per il calcio femminile è rappresentato dai Mondiali di Francia del 2019. In quei mesi di giugno e luglio le donne nel pallone hanno invaso le nostre case. Miracolo mediatico che ha tenuto incollati ai televisori milioni di spettatori, che ha riempito gli stadi d'oltr'Alpe, che ha smosso qualcosa nell'approccio femminile nei confronti di uno sport da sempre ritenuto "ambito privato" dei maschietti.
Una premessa è d'obbligo: probabilmente una discreta squadra di Promozione a livello maschile avrebbe forse vinto la finalissima tra Stati Uniti e Olanda. Errori tecnici, movimenti approssimativi, gestione tattica nelle ripartenze o delle fasi difensive segnavano ancora un divario consistente tra i due mondi. Nonostante ciò, va detto che quei Mondiali hanno rappresentato, sicuramente a livello italiano, una sorta di anno Zero: da quel momento, per quanto riguarda il calcio in rosa, nulla è più stato come prima.
Qualche avvisaglia la si era potuta registrare negli anni immediatamente precedenti, con l'ingresso in pompa magna di società storiche (Juve, Milan, Roma e Fiorentina su tutte) decise a dar vita anche a una sezione femminile; con l'interesse suscitato da alcuni appuntamenti di particolare richiamo (si ricorda un Juve-Fiorentina, decisivo per l'assegnazione dello scudetto con stadio esaurito); con l'apparire sui principali media delle varie Bonansea, Gama, Girelli, pioniere di oggi di un calcio che si riallaccia alle Guarino, Panico, Morace, pioniere di ieri.
Quello che è sicuramente cambiato già fin da allora e che registra una continua crescita oggi, è l'approccio che tante bambine hanno manifestato nei confronti di questo sport, non più ghettizzato a regno del maschio ma aperto alle voglie e agli entusiasmi anche del gentil sesso. In qualche cameretta il poster di Ronaldo o di Messi è stato forse sostituito da quello della statunitense Rapinoe, della brasiliana Martha o della spagnola Aitana: un passo importante da cui non si tornerà più indietro, ma su cui stanno lavorando tutti gli addetti ai lavori per fare in modo che il successo di un Mondiale ogni quattro anni non si riduca a evento mediatico occasionale. Dopotutto, anche i primi Mondiali del calcio maschile furono vissuti "sottotraccia", nel quasi totale silenzio degli organi di informazione...
Di tutto questo si parlerà il prossimo 28 marzo, alla Multisala Kristalli di Alessandria, con una delle pioniere: Carolina Morace, che guidata da Mimma Caligaris e accompagnata dall'Assessore allo Sport di Alessandria, Vittoria Oneto; dalla Delegata Provinciale del Coni, Bruna Balossino; dal Delegato Provinciale FIGC-LND, Marco Giacobone; dalla Delegata Provinciale FIGC-Calcio Femminile, Maria Grazia Spanò, affronterà i cambiamenti del movimento e le nuove sfide all'orizzonte nell'incontro: "Il calcio è (anche) delle donne". Segnate in agenda!
(Palla al Triso)

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