Valerio Bona
"Zio Bomba": con questo soprannome viene ribattezzato il centravanti di una Juve che sta tentando di risollevarsi dopo aver toccato i suoi minimi storici. Pochi, pochissimi giocatori di valore contraddistinguono questi travagliati anni bianconeri: Bona è sicuramente uno di quelli, per le doti tecniche, per il dinamismo, per la potenza e per la prolicità sotto rete. Arriva alla corte juventina al seguito del presidente Giuseppe Hess e subito, al primo anno, mette a segno la bellezza di 28 reti, contribuendo a ridare dignità alla squadra dopo l'anno critico della... quasi retrocessione. Col passare degli anni si trasforma in un raffinato "facitore di gioco", uno di quegli uomini dell'ultimo passaggio, capaci di conquistare con le loro giocate le platee degli appassionati. Il solo fatto di aver ricevuto quel simpatico soprannome depone, infatti, a favore di una popolarità a prova di bomba. O meglio: di "Zio Bomba"!
LA "STORIA" DEL 1912
Il Venezia arriva all'atto conclusivo con la Pro Vercelli ma, nel corso delle due partite di finale, subisce ben 13 gol, a testimonianza del fatto che il calcio in Italia viaggia ancora a due velocità: il dominio piemontese, in questi anni, è abbastanza netto, con la Pro grande protagonista. Per la Juve, però, le cose vanno decisamente male: perde il derby col Toro e subisce umilianti sconfitte con il Genoa (5 a 1), con il Milan (4 a 0 e 8 a 1) e con i nerazzurri (6 a 1 e 4 a 0). Proprio contro i bianchi vercellesi gli juventini giocano le loro migliori partite (anche se con due sconfitte), mettendo in mostra un Pennano "portiere saracinesca".

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