Nella foto: Umberto Malvano
Zambelli - Monateri - Malvano
Se c'è stato un momento in cui la luce ha decisamente rischiato di spegnersi questo è successo nell'estate del '13, quando una Juventus ricca di gioventù ed entusiasmo ma povera di tutto il resto chiude all'ultimo posto del girone eliminatorio piemontese. Ciò significa retrocessione in seconda categoria! Il miracolo lo fanno i magnifici tre, che, sfruttando un tipico costume italiano, mettono in moto le loro altolocate conoscenze (in primis Giovanni Mauro, dirigente della Federazione) e trovano l'escamotage giusto. Mentre il girone piemontese per la stagione 1913-14 è già completo, in quello lombardo c'è ancora un posto vacante: Zambelli, Monateri e Malvano ci iscrivono la Juve e l'onta della retrocessione viene cancellata. La notizia giunge a Torino nel corso di una assemblea dei soci e il sospiro di sollievo è enorme.
LA "STORIA" DEL 1913
Finalmente! E' questo il primo campionato veramente "italiano". Alle squadre tradizionali del nord-ovest e a quelle ormai non più esordienti del nord-est, si vanno ad aggiungere quelle del centro-sud, per un totale di sei gironi di qualificazione che, dopo alcuni mesi di scontri infuocati, sortiscono le... belle del reame, chiamate a giocarsi la finalissima. Il divario è ancora enorme e la Pro Vercelli fa un sol boccone della Lazio, travolgendola per 6 a 0. E' l'anno più nero per la Juve, ultima del girone piemontese e condannata a una retrocessione da cui la salveranno la lungimiranza e l'avvedutezza di alcuni suoi dirigenti.
(Palla al Triso)

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