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martedì 9 aprile 2024

I gol del figlio del prete


 

Julio Botelho, in arte Julinho, era un punto di forza del Brasile del 1954, ai Mondiali svizzeri. Bernardini, gran conoscitore di calcio e di campioni, vedendolo giocare se ne innamorò immediatamente e convinse il presidente di portarlo immediatamente a Firenze. L'unico problema era come riuscire a farlo rientrare nella categoria degli oriundi, gli unici a cui era possibile prender parte al campionato italiano. I dirigenti viola scovarono tra le scartoffie di un archivio d'anagrafe i documenti di un certo Giulio Bottello, nativo di Cardoso di Stazzena, in provincia di Lucca, nel 1875 e poi imbarcatosi per il Brasile. Tutto fatto, Julinho si infilò la maglietta viola. A poco valse che alcuni documenti successivi venissero a insinuare il tarlo del dubbio: quel tale Giulio Bottello, infatti, risultò essere un sacerdote e così per tutti gli amanti della Viola, Julinho divenne "I' figlio i' prete!"

(Palla al Triso)

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