Pio Ferraris
Aneddoti come quello che si racconta di Pio Ferraris fanno proprio parte di un calcio e di un mondo che oggi, purtroppo, non esisotno più. E' il 5 maggio 1921 e, ad Anversa, in Belgio, la nazionale azzurra sta pareggiando contro i padroni di casa. Ferraris, che è giocatore che oggi verrebbe definito "eclettico", spesso gioca a centrocampo ma, quel giorno, fa il centravanti. Dagli spalti arriva uno spregiativo "macaroni", rivolto ai giocatori italiani. Ferraris, impiegato di banca e vero dilettante del calcio (nel senso buono e puro del termine), non fa una piega: conquista palla a centrocampo, si beve in dribbling gli esterrefatti De Groof, Moucheron, Van Halme e Verhoeven e va a segnare il 3 a 2 finale. Un signore e un grande campione. E' proprio vero che juventini si nasce!
LA "STORIA" DEL 1921
Ormai il calcio ha attecchito alla grande. E lo ha fatto in tutta Italia. Nella parte settentrionale della penisola ha decisamente sfondato: ben diciassette gironi di qualificazione! Al centro-sud il fenomeno è più contenuto, potendo contare su soli quattro gironi, però il fatto che il Pisa finalista venga sconfitto solo di misura, sul campo... poco neutro di Torino, dalla grande Pro Vercelli, depone a favore del calcio meridionale. Nella squadra campione giganteggia un terzino destro (a volte anche centravanti) che, con le sue gesta, contribuirà a fare la storia di questo sport: Viri Rosetta.
(Palla al Triso)

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