Luisito Monti
Quando appare sulla scaletta della nave che lo ha portato a Genova dalla natìa Argentina, ai dirigenti juventini viene un colpo: un vecchietto, grasso, enorme, lento. Impossibile che quell'essere possa giocare a calcio. Ma non hanno fatto i conti con la testardaggine e la caparbietà di quell'"armadio a due ante". Nel giro di poche settimane, a seguito di allenamenti massacranti e diete ferree, Monti riprende... sembianze umane, tanto da sembrare ancora più giovane dei suoi trent'anni e diviene uno dei pilastri della grande Juve e dell'Italia mondiale. Lento lo rimane sempre, ma non gli serve correre (gli viene affibbiato il titolo di "mediano che cammina"), tanto la palla giunge tra i suoi piedoni come attratta da una calamita. E' stato sempre un grande. Ad Highbury, contro i maestri inglesi, si rompe un dito del piede ma stringe i denti fino allo spasimo. A 39 anni dice: "Non voglio far ridere" e chiude col calcio.
LA "STORIA" DEL 1933
Super Juve, ovunque. Terzo scudetto consecutivo, per una squadra che sta ormai entrando nel mito. Combi, Rosetta, Caligaris, Varglien I, Monti, Bertolini, Sernagiotto, Varglien II, Borel II, Ferrari e Orsi: undici fenomeni. L'Ambrosiana è a ben otto punti, il Bologna a dodici. La Pro Vercelli annaspa a metà classifica. Casale e Alessandria si salvano solo sul filo di lana: il calcio sta divenendo dominio delle grandi città. Il super bomber della stagione, manco a dirlo, è juventino: Felice Placido Borel, 29 gol leggeri come... una farfalla! In Federazione si forma il duo Vaccaro-Barassi, determinazione e competenza al servizio del calcio. E sarà una coppia fortunata...
(Palla al Triso)

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