Un attacco all'autonomia dello sport professionistico o un atto di giustizia dovuto nei confronti di chi opera correttamente? Il dibattito è ufficialmente aperto e i due fronti, ben distinti e chiari, stanno schierandosi e lo scontro si prospetta duro.
Il mondo politico ha deciso di metterci il naso e una bozza di testo di legge, elaborata dal Ministero dello Sport, è già stata redatta. Un progetto che prevede l'istituzione di una "Agenzia per la vigilanza economica e finanziaria sulle società sportive professionistiche".
L'operatività di questa Agenzia segnerebbe la fine della Covisoc, la Commissione di Vigilanza della FIGC che, a fronte di tante situazioni ambigue registratesi negli anni (e alla presenza nel parterre calcistico di personaggi "estemporanei" che acquistano società a... colpi di bitcoin!), poi tanta vigilanza non ne fa. A decidere sull'iscrizione o meno sarebbe pur sempre il Consiglio Federale, ma dovendo tener saldamente presenti i paletti economici definiti dall'Agenzia.
La posizione del Governo sembra decisamente orientata verso la conferma sostanziale di tutte le indicazioni contenute nella bozza, nonostante la ferma opposizione offerta dal presidente della FIGC, Gabriele Gravina. Ma ci si avvia a uno scontro frontale, giocato in buona parte sullo scacchiere politico.
Andrea Abodi, ministro dello sport, dal canto suo è fermissimo: "L'Agenzia si farà, al fine di rendere esterni i controlli, fino a ora svolti solo all'interno: ora entrerà in gioco un ente terzo, pubblico e dotato di piena autonomia regolamentare e decisionale".
Vediamo ora cosa succederà. Sperando che non sia la solita soluzione all'italiana, dove... fatta la legge, trovando l'inganno.
(Palla al Triso)

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