John Hansen
L'Italia fa la conoscenza del signor Hansen in occasione di una partita che oppone, alle Olimpiadi di Londra, la squadra dei campioni nostrani a una truppa di studenti, o pseudotali, danesi. Segna quattro gol e stende le speranze di medaglia azzurre. Appare subito evidente che sia fortissimo di testa, anche perchè ci si trova davanti a uno stangone altissimo e potente. Proprio quella potenza, però, avrebbe potuto comportare un passo lento e cadenzato. Tutt'altro! John Hansen fa proprio della rapidità una delle sue prerogative più importanti. Segna ben 125 reti in 187 partite di campionato con la maglia bianconera: una media da capogiro, a testimonianza di doti da bomber di prima grandezza. E pensare che, appena arrivato in Italia, l'allenatore inglese Chalmers non lo prende immediatamente a ben volere, anzi, lo costringe a una lunga anticamera prima di concedergli qualche fetta importante di spazio. Hansen non si lascia sfuggire le occasioni e diviene devastante.
LA "STORIA" DEL 1951
Questa volta non c'è Juve che tenga. Nordahl si ripete su livelli stratosferici, con 34 realizzazioni, e il Milan si aggiudica campionato e Coppa Latina, manifestazione europea in cui supera in finale i francesi del Lilla con un roboante 5 a 0. E' il momento dei bomber, tanto che il Napoli, per assicurarsi le prestazioni del biondo centravanti svedese Jeppson, sborsa all'Atalanta la cifra record di centosette milioni di lire. Comunque i bomber di casa nostra segnano davvero tanto: tre squadre (le due milanesi e la Juve) segnano più di cento gol a testa in campionato; nell'arco delle 38 giornate vengono realizzate quasi milleduecento reti! Retrocedono Roma e Genoa: è la fine di un'epoca.
(Palla al Triso)

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