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lunedì 13 maggio 2024

Juvecentus: 1956 - Sessantesima puntata


 

Bruno Garzena

La forza della Juve della seconda parte degli anni Cinquanta deriva tanto dalla grandezza dei campioni celebrati, italiani o stranieri che siano, quanto dall'entusiasmo, dalla grinta e dalla grande voglia di emergere di una nidiata di giovani, cresciuti quasi in casa e guidati da un mister, Sandro Puppo, che in loro dimostra dempre di credere a occhi chiusi e che su di loro edifica la propria squadra. E' così forte il legame tra l'allenatore e i suoi ragazzi che vengono addirittura ribattezzati, con un simpatico gioco di parole che mette in risalto la giovane età dei calciatori, i "Puppanti". Bandiera di questo gruppo è il "falco di Venaria", Bruno Garzena, uno di quei piccoli grandi campioni per cui la Juve è tutto e per la quale non risparmia mai la propria prorompente forza fisica, la grande generosità, la fedele disponibilità a osservare le consegne. E' un grande difensore, capace di mettere la museruola ai più accreditati bomber del campionato. Lui, personalmente, non segna mai in Serie A, ma pochi di coloro che vengono affidati alle sue cure riusciranno a beffarlo.

 

LA "STORIA" DEL 1956

Grossissime novità. Parte la Coppa dei Campioni, manifestazione che raggruppa tutte le squadre vincitrici dei rispettivi campionati nazionali. Una lunga serie di scontri a eliminazione diretta dovrà stabilire chi è la migliore del reame: inizia il dominio del Real Madrid. Viene assgnato anche, per la prima volta, il Pallone d'Oro al miglior calciatore europeo. E' una speciale giuria composta da giornalisti sportivi, coordinati dalla testata francese "L'Equipe" a determinare i valori in campo. Il primo re del calcio continentale è l'inglese Stanley Matthews, raro esempio di longevità sportiva. Lo scudetto va a una Fiorentina pressochè imbattibile, mentre l'Urss si aggiudica le Olimpiadi di Melbourne.

(Palla al Triso)

 


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