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mercoledì 15 maggio 2024

Juvecentus: 1958 - Sessantaduesima puntata



 John Charles

Nei rapporti tra la Juventus e i nerazzurri di Milano c'è un fatto che ricorre con una certa ripetitività e che è garanzia di successo per i bianconeri. Tutto ciò che loro scartano, o su cui tentennano, in sede di mercato, alla Juve diventa oro. E' successo con Anastasi, con Tardelli, con Platini e, per primo, con Charles. Il primo contatto italiano è appunto con i milanesi, che non chiudono, preferendogli Vonlanthen! Arriva la Juve e saranno 150 partitr di campionato con 93 gol. Non male per uno che ha iniziato la carriera da stopper. Baricentro basso (caratteristica dei grandi bomber: Muller, Romario, Rossi...), collo reso muscolosissimo dalle precedenti esperienze di pugile, golador grandissimo per potenza e precisione. Una sua enorme... grandezza è stata, forse, anche un limite: è troppo buono e privo di malizia. La dura esperienza di minatore, vissuta in gioventù, gli fa vedere bello tutto ciò che succede fuori dalle gallerie sotterranee. Un aneddoto ne racconta la bontà: John punta a rete e, involontariamente, tocca l'avversario (Bergamaschi del Milan) che cade e si lamenta. Lui butta fuori la palla e va a scusarsi: una grande lezione di lealtà! Lascia l'Italia amato e benvoluto da tutti. Torna a Swansea ma il suo grande cuore resta a Torino.


LA "STORIA" DEL 1958

Grande calcio, grandi campioni. La Juve vince lo scudetto, quello della prima stella, e di stelle ne ha veramente tante: da Boniperti a Charles, da Sivori a Garzena, da Emoli a Nicolè. Torna la Coppa Italia, che va alla Lazio. Per la prima volta il trofeo lascia il nord. Il Real sta cominciando a diventare quasi ripetitivo nel proporsi come dominatore della Coppa Campioni e ora inizia anche a monopolizzare il Pallone d'Oro: dopo Di Stefano, ecco Raymond Kopa. Ma il vero top lo si raggiunge con i Mondiali di Svezia, dove brilla di luce immensa il più grande di sempre, un ragazzino dalla pelle nera e dai piedi d'oro: Edson Arantes do Nascimiento "Pelé". Manco a dirlo "O rey" trascina al titolo il Brasile. E l'Italia? Non ci siamo neanche andati, fatti fuori dall'Irlanda nelle qualificazioni!

(Palla al Triso)


 

 

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