Lettori fissi

martedì 13 febbraio 2024

Internacional, gli undici più forti di sempre

 

Nata quasi per caso, fondata da un piccolo gruppo di aspiranti calciatori rifiutati dalle formazioni operanti a inizio '900 nella città di Porto Alegre, la società biancorossa dell'Internacional saprà arrivare molto in alto, anche ai vertici del mondo!

I trofei: 3 titoli brasiliani e una Coppa, 45 campionati gaùchi, 2 coppe gaùche, 2 Recope gaùche, 2 Libertadores, una Coppa del Mondo per Club, una Coppa Sudamericana, 2 Recope Sudamericane e una Coppa Suruga Bank.

Ne hanno fatto parte grandi campioni:

1 Taffarel (Claudio Andrè Mergen T.), 2 Winck (Luis Carlos Coelho W.), 3 Carlos Antonio Kluwe, 4 Dunga (Carlos Caetano Bledorn Verri), 5 Mauro Galvão (M.Geraldo G.), 6 Figueroa (Elias Ricardo F. Brander), 7 Dadà Maravilha (Dario José dos Santos), 8 Paulo Cesar Carpegiani, 9 Carlitos (Alberto Zolim Filho), 10 Paulo Roberto Falcão, 11 Bodinho (Nilton Coelho da Costa).

Seduti in panchina: Valdomiro (V. Paz Franco), Tesourinha (Osmar Fortes Barcellos) e Fernandão (Fernando Lucio da Costa).

(Palla al Triso)

Coppa d'Africa: Bebé, Hallér e la gioia di un continente

 

Si chiama Tiago Manuel Correia Dias ma tutti lo chiamano Bebé, così come lo chiamava il fratello. Lui è cresciuto in un orfanotrofio e la sua scuola, calcistica e non, è stata la strada. In Portogallo, non a caso, ha giocato nel Cais Charity, società che controlla le selezioni dei "senzatetto". Nel calcio ha trovato la vita!

E' sempre stato bravo, grazie a passione e allenamento è diventato sempre più bravo, fino a diventare giocatore vero e a vestire maglie importanti: Manchester United e Benfica su tutte. Ora, quella di Capo Verde, sorpresa di Coppa d'Africa, lui nato in Portogallo da genitori capoverdiani ora è un idolo nella sua terra.

Si chiama Sébastien Romain Teddy Haller, ma tutti lo chiamano Hallér, alla francese, per non confonderlo col biondo tedesco che giocò in Italia negli anni '70 e che l'accento ce l'aveva sulla a. Gioca per la Costa d'Avorio, anche se è nato in Francia, perchè le sue origini, la sua terra, è l'Africa.

Col pallone tra i piedi un lungo percorso: Auxerre, Utrecht, Eintracht Francoforte, West Ham, Ajax, Borussia Dortmund. Proprio quando arriva in giallonero, all'apice di una carriera fatta di tanti gol, la mazzata! Un malore, qualche esame, una diagnosi: tumore maligno ai testicoli. Operazioni, cicli di chemioterapia e graduale ripresa. Fino a tornare calciatore, fino a segnare la rete del 2 a 1 per la Costa d'Avorio nella finale con la favoritissima Nigeria.

Due storie semplici, fatte di sofferenza e gioia.

Quella gioia che quel continente, la sua gente, sa trasferire in tutto ciò che fa, con leggerezza, con divertimento, con sorrisi contagiosi. Sugli spalti della Coppa d'Africa era sempre festa, era sempre musica, erano sempre balli, era sempre voglia di vivere.

Quella voglia di vivere che non ha mai fermato Bebé e Hallér!

(Palla al Triso)

Le interviste impossibili: l'Avvocato Agnelli

 

Buonasera Avvocato, bentornato alla stadio a vedere la sua Juventus! Era da più di vent'anni che non la vedeva, cos'ha provato questa sera...brutta sconfitta eh...

Ma guardi le dico sinceramente che ci son rimasto male al novantesimo, quando mi hanno detto che la Juve aveva perso...

Ma come al novantesimo?

Giuro che ero convinto, sapendo che anche l'Udinese ha colori bianconeri, che quella con la maglia a strisce fosse la formazione friulana e noi giocassimo con la maglia rosa di fine '800...anche se quel rosa mi pareva un po' troppo spinto e non fedele all'originale... E poi sentivo che Samardzic era coi rosa e quindi credevo che quella fosse la Juve.

Ma Samardzic...

Lo so, me l'hanno poi spiegato che non è venuto e che gioca ancora in Friuli, ma io sentivo i miei nipotini che ne parlavano e pensavo l'avessero preso.

Deluso, dunque, dai suoi?

Faccia un po' lei. L'ultima volta che son venuto qui era difficile confondersi. Con tutto il rispetto ma calciatori come Del Piero, Nedved, Trezeguet, Davids, Camoranesi, Buffon li riconoscevi a occhi chiusi!

E oggi?

Tanta buona volontà, qualche guizzo...ma, mi permetta, nessuno di quelli visti stasera sarebbe stato titolare allora.

Neanche questo signore che le sta seduto al fianco?

Eh no! Non toccatemi Michel! Questo è l'unico calciatore per cui sarei disposto a dire: prendo lui e poi ce ne metto attorno altri dieci, scelti a caso, tanto lui è...il foie gras sul crostino!

Avvocato, da quando se n'è andato lei ne son successe tante alla Juve!

Troppe. E comunque le dico, se fossi rimasto ancora un po' forse non avremmo vinto nove scudetti di fila, ma non saremmo neanche andati in B. Sarò anche un Agnelli ma avrei lottato come un leone! 

(Palla al Triso)


A volte ritornano!

  Non riesco, sono troppi i motivi che mi portano a ridare vita a "Palla al Triso". Per primo l'affetto, la simpatia, l'in...