In cinque hanno messo assieme ben 21 coppe continentali eppure, al loro esordio nella Coppa d'Africa 2024, che ha preso il via sabato scorso, nella migliore delle ipotesi hanno strappato un pareggio a rappresentative di nazioni con un pedigree pressochè irrilevante.
In un calcio sempre più livellato, dove lo strapotere tecnico di un tempo è stato chiamato a fare i conti con una preparazione atletica ormai perfezionata a tutti i livelli e con rilievi tattici resi accessibili a tutti, può succedere quindi che una Nigeria già tre volte campione africana vada a sbattere contro una delle tante Guinee (quella Equatoriale che a Victor Osimhen, superbomber in Italia, contrappone - anche se solo in panchina - un Oscar Safia, centravanti dei Grigi, ultimi in C, che vede ricompensata la sua partecipazione al torneo con cifre che in riva al Bormida guadagnerebbe in sei o sette anni!); che il super Egitto di Salah (sette volte campione) faccia 2 a 2 col Mozambico; che il Camerun di Anguissa e Onana (cinque coppe in bacheca) ceda un punto a un'altra Guinea; che l'Algeria campione in carica di Bennacer pareggi con l'Angola; che, addirittura, il Ghana di Kudus, vincitore di ben quattro edizioni, ci rimetta le penne con la minuscola Capo Verde.
Delle sette gare finora giocate solo il Senegal di Koulibaly (3 a 0 al Gambia) e i padroni di casa della Costa d'Avorio (2 a 0 alla Guinea Bissau) sono state in grado di rispettare il pronostico che le dava vincenti. All'appello mancano ancora la Tunisia, il Sudafrica, il Congo e l'accreditatissimo Marocco, chiamate a dare il meglio delle loro possibilità per non dover andare a rimpinguare la schiera dei piccoli Davide capaci di abbattere i giganteschi Golia.

Nessun commento:
Posta un commento