Lettori fissi

sabato 20 gennaio 2024

I miti del calcio: Shearer, centinaia di gol per un solo titolo

Un centravanti capace di segnare 260 reti in Premier League, di divenire il marcatore più prolifico della storia del Newcastle con 206 gol, di vincere per ben tre volte la classifica dei bomber del campionato inglese, di essere per due anni consecutivi il giocatore più prolifico in Coppa Uefa, di aggiudicarsi il titolo di capocannoniere agli Europei 1996, di onorare le 63 presenze in Nazionale con 30 reti  e le 11 presenze con la maglia dell'Under 21 con 13 gol: nonostante tutti questi devastanti numeri realizzativi, è riuscito ad aggiudicarsi un solo titolo, trascinando alla vittoria nel campionato 1994-95 un Blackburn Rovers a digiuno del trofeo di campione d'Inghilterra da 81 anni.

Nato a Gosforth, il sobborgo povero di Newcastle upon Tyne il 13 agosto 1970, la più grande delusione della sua vita calcistica Alan Shearer la subisce proprio dalla squadra bianconera della sua città che lo costringe a iniziare a tirar calci al pallone nel Wallsend Boys Club, in quanto i tecnici dei "Magpies" lo ritennero inadatto per il calcio. Ma Alan ha sempre avuto tra le sue caratteristiche principali quella di avere una testa dura, sia in senso fisico, tanto da essere considerato uno dei più forti colpitori di testa della storia calcistica inglese (solamente Peter Crouch, dall'alto dei suoi due metri, ha saputo fare meglio), che in senso figurato, grazie a quella caparbietà, quella testardaggine, quella solida volontà che lo portò a non arrendersi e a insistere nella sua grande passione.

E così, pochi anni dopo, a soli 16 anni, arrivò a firmare un contratto da dilettante col Southampton, che lo fece esordire in Premier League e a 17 anni e 8 mesi, in una partita contro l'Arsenal, lo ha consacrato come il più giovane giocatore del campionato a siglare una tripletta. Dopo questa fiammata, però, la carriera di Shearer proseguì senza particolari acuti: titolare vero e proprio lo divenne solo nel 1992, con 13 gol in 41 gare. La convocazione in Under 21, con più gol segnati che partite giocate, segnò la vera svolta: Graham Taylor non potè far finta di non accorgersi del suo talento e lo chiamò in Nazionale e anche il mercato entrò in fibrillazione. Dopo un no ai Red Devils di Manchester, Alan firmò un allettante contratto con il Blackburn. Anche con la maglia biancazzurra l'inizio fu laborioso, tra infortuni (uno grave al legamento crociato anteriore destro) e qualche gol: la squadra, però, stava crescendo, tanto da piazzarsi seconda, alle spalle proprio dello United. Con la completa guarigione di Shearer e l'arrivo di Chris Sutton a far coppia col biondo di Newcastle la squadra decollò e si laureò campione d'Inghilterra, dopo un interminabile digiuno. In 42 partite Shearer mise a segno 34 reti, firmando il titolo a caratteri indelebili.

Nel campionato successivo, chiuso con 31 gol in 35 partite, Alan si confermò implacabile cecchino e si incollò sulle spalle la maglia coi tre leoni sul petto che avrebbe dovuto affrontare gli Europei casalinghi del 1996. Alla partita d'esordio contro la Svizzera, Shearer arrivò al gol, dopo un digiuno di ben 11 gare, tale da far temere un flop continentale. Invece dopo soli venti minuti il cecchino aveva colpito di nuovo, così come fece nella sfida successiva alla Scozia, sbloccata da un suo potente colpo di testa, e in quella che chiudeva il girone di qualificazione con l'Olanda: finì 4 a 1 e Shearer realizzò una doppietta. Nei quarti la Spagna impose il pareggio a reti inviolate ma ai rigori prevalsero i britannici (manco a dirlo Shearer segnò il suo). Stesso epilogo nella semifinale con la Germania, dopo un 1 a 1 nobilitato da una splendida rete di testa, questa volta però andò malissimo: Alan sbagliò il suo rigore e l'Inghilterra dovette subire la beffa dell'eliminazione.

Messo alle spalle l'Europeo, Alan Shearer si regalò la più grande delle soddisfazioni: per 15 milioni di sterline il club che avrebbe potuto averlo senza sborsare un centesimo lo riportò a casa. Finalmente Alan potè infilarsi la maglia che aveva sempre amato più di tutte: quella del Newcastle United.

La gioia non fu solamente sua. I 25 gol in 31 gare della prima stagione furono solamente il preludio a una valanga di reti. Alla fine, tra campionati e coppe ne mise assieme 206, issandosi ai massimi vertici tra i realizzatori della storia dei Magpies. Tantissimi, sicuramente la maggior parte, di quei gol vennero messi a segno di testa: "Per ogni gol che ho segnato di testa in una partita, ho colpito un pallone mille volte in allenamento..." E' questo il suo commento quando si è visto costretto a sottoporsi a delle visite mediche a causa di una preoccupante perdita di memoria. Proprio quelle incornate che lo hanno reso grande potrebbero essere stata la causa dei suoi problemi. "Il calcio è un gioco tosto, un gioco fantastico, ma dobbiamo essere sicuri che non diventi un gioco omicida." Parola di bomber.

Nessun commento:

Posta un commento

A volte ritornano!

  Non riesco, sono troppi i motivi che mi portano a ridare vita a "Palla al Triso". Per primo l'affetto, la simpatia, l'in...