Gianni Infantino, Aleksander Ceferin, Gabriele Gravina: attenti a quei tre!
Chi siano penso che lo sappia chiunque, ma per chi non fosse uso frequentare...i piani alti del calcio, spieghiamo.
Il primo (a sinistra nella foto) è uno svizzero di orgini italiane, presidente della FIFA e quindi leader del calcio mondiale.
Il secondo (a destra nella foto) è uno sloveno, presidente dell'UEFA e quindi padrone del calcio europeo (anche se per arrivare a tanto si dice abbia addirittura falsificato il curriculum...).
Il terzo è un italiano, presidente della FIGC e quindi...manipolatore del calcio italiano.
Dall'alleanza di questi tre personaggi sta emergendo una certezza: il calcio come lo abbiamo sempre amato, quello che è partito dai campi di periferia dell'inizio del ventesimo secolo ed è passato attraverso i Meazza, gli Zamora, i Sindelar, fino ai Mazzola, Rivera, Riva, con una puntatina verso Zoff, Scirea, Baresi, Antognoni...è morto.
Ucciso dal business, dall'intrallazzo, da tutta una serie di interessi che nulla hanno a che fare con le traiettorie di un pallone.
Questa Supercoppa italiana giocata nel deserto è stata l'ennesima dimostrazione della volontà di distruggere completamente il giocattolo. Se come è stato detto da Pasolini: "Il calcio è l'ultima rappresentazione sacra del nostro tempo", siamo destinati a un futuro ateo.
Si fanno belli (i signori di cui sopra) delle ingenti quote economiche che le quattro squadre si sono spartite per la loro partecipazione, alla faccia della signorina costretta a portare in campo la coppa, ma soprattutto a portare il velo; alla faccia di tutti i diritti umani e di tutte le politiche sociali misconosciute laddove noi intendiamo "portare la tradizione, la notorietà e il talento del calcio italiano".
Restano pure accantonati in un angolino valori etici e moralità se le motivazioni economiche sono così forti!
Ultima chicca, in un panorama già deprimente di suo, la dichiarazione di Lorenzo Casini, Presidente della Lega di Serie A (e deputato a divenire il "quarto tra cotanto senno"): "Valutiamo di far giocare una intera giornata di Serie A all'estero, forse negli Stati Uniti, forse in India".
Perchè il calcio è del popolo!
(Palla al Triso)

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