Andres Iniesta
"L'illusionista", un soprannome che la dice lunga sulle qualità del giocatore, capace con la sua rapidità, con la sua tecnica, con la sua agilità, con i suoi movimenti negli spazi stretti, di fare la differenza. Punto di forza della "Roja" che ha trionfato in due Europei e un Mondiale tra il 2008 e il 2012, tanto da essere considerato "Man of the match" in ben sette gare nelle tre manifestazioni. A livello di club, una vera abbuffata col blau-grana del Barcellona.
Gianni Rivera
Titolare in Serie A a soli 16 anni, nonostante un fisico mingherlino e all'apparenza inadeguato. Passato dall'Alessandria al Milan, alla scuola di Schiaffino e Liedholm affina le sue indubbie doti naturali, fino ad arrivare a essere il primo italiano a vincere il Pallone d'Oro nel '69. Piedi da artista, inventiva da regista, gran senso del gol, un'innegabile intelligenza calcistica lo portano a vincere l'Europeo del '68 con l'Italia e tanti trofei col Milan.
Juan Alberto Schiaffino
Con Peñarol e Milan vince tanto a livello di club, guidati per mano dalla sua intelligenza calcistica e dal suo innato senso geometrico. Di lui (che per l'Uruguay è "el dios del futbol") si dice che "con le sue giocate magistrali organizzi il gioco come se stesse osservando tutto il campo dalla più alta torre dello stadio". Con la maglia della Celeste, nel giorno del "maracanazo", è campione del mondo, poi diventa italiano, senza altri successi.
Alfredo Di Stefano (nella foto)
Per alcuni la "saeta rubia" è forse il migliore in assoluto. Per conquistare gli scettici gli è però mancata la fondamentale vetrina rappresentata dalla Nazionale, anche se ha cambiato tre diverse casacche: Argentina (mancata qualificazione), Colombia (solo poche partite) e Spagna (nel '62 convocato ma fermato da un infortunio muscolare). In queste tre nazioni ha vinto campionati e classifiche cannonieri e in Europa è stato due volte Pallone d'Oro.
(Palla al Triso)

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