L'Al-Awwal Park Stadium può ospitare fino a circa 30 mila spettatori e spesso, nel corso dell'ultima stagione calcistica saudita, è andato vicinissimo al sold-out, grazie al richiamo di Cristiano Ronaldo, leader incontrastato dell'Al Nassr, che nello stadio di Riyadh gioca le gare casalinghe.
Per la prima delle due semifinali della Supercoppa italiana, Napoli - Fiorentina, lo spettacolo sugli spalti è stato quantomeno deprimente. Poco meno di diecimila spettatori secondo gli organizzatori, forse anche meno stando al colpo d'occhio d'insieme offerto dalle telecamere. Numeri destinati a sollevare ulteriori dubbi grazie al fatto che non sono stati volutamente diffusi dati ufficiali relativamente alla vendita dei biglietti d'ingresso.
A tratti sembrava di essere tornati alle tristi domeniche del Covid, quando le telecronache delle partite riportavano unicamente qualche sparuto grido di incitamento e, in primo piano, solo le urla degli allenatori, costretti a rendere note, urbi et orbi, le loro preziosissime indicazioni tattiche.
Ha fatto tenerezza anche l'inviato della tivù che gode dei diritti di diffusione in Italia delle immagini delle gare che, chiamato al solito intervento pre-partita al di fuori dello stadio, è stato costretto a commentare con ammirazione la decisione degli organizzatori di offrire la possibilità agli appassionati di vedere dal vivo i grandi campioni del calcio italiano fissando prezzi irrisori dei biglietti. Al giovane ragazzo intervistato che gli stava raccontando di un biglietto acquistato a soli 13 euro ha risposto elogiando la lungimiranza dei dirigenti sauditi contrapponendola all'avidità di quelli italiani che dissanguano settimanalmente i tifosi con prezzi dei biglietti alle stelle.
Peccato che poi l'evidenza dimostri che quei prezzi estremamente popolari siano la conseguenza di una richiesta quasi nulla!
Altrettanta tenerezza hanno poi lasciato trasparire le domande degli sportivi sauditi rivolte a diversi giornalisti italiani sul perchè fossero arrivate a queste sfide Lazio e Fiorentina e non Milan e Juventus.
Ma questa è un'altra storia...e, soprattutto, il calcio è del popolo!

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