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sabato 17 febbraio 2024

Celo/manca: figurine del "nostro calcio - Tony Colombo

 

Tratto da un Hurrà Grigi del passato

Che siano 406 o che siano 408 poco importa, quello che conta è che nessuno mai (finora e chissà per quanto ancora!) sia riuscito a fare meglio di lui. Antonio "Tony" Colombo (nella foto in un contrasto) è il più Grigio di tutti!

Per più di quattrocento volte si è infilato la maglia grigia e in tantissime occasioni ci ha pure aggiunto la fascia da capitano. Tony è il simbolo del calcio alessandrino: a lui e solo a lui i tifosi sono riusciti a perdonare anche un passaggio da allenatore in seconda nell'odiata Casale, un affronto se compiuto da chiunque altro, derubricato a peccato veniale se a proporlo è chi, comunque, sulla pelle ha tatuata la maglia grigia e una semplice stella bianca potrà, al massimo, provocare un po' di allergia.

Colombo è del '47, nato e cresciuto nll'hinterland milanese (e tracce di "bauscia" resistono ancora oggi nella sua parlata) ma dal 1968 ha preso la cittadinanza alessndrina e non l'ha più abbandonata. La prima maglia è quella lilla del Legnano, troppo poco virile per un "duro" come lui. Suo compagno di viaggio verso Alessandria sarà il centravanti Tomy, così quell'anno i Grigi acquistano Tomy e Tony! Da allora prendono il via le oltre 400 partite in grigio con condimento di Coppa Italia Semipro, di Serie B conquistata e (purtroppo) subito persa, di tante sfide che lo hanno consacrato al ruolo di icona del calcio mandrogno.

Nel 1983 Colombo appende le scarpe al fatidico chiodo ma non abbandona di certo il calcio (e tantomeno Alessandria). Con Ghio e Ferretti affina metodi e tecniche, fino ad assumere in prima persona il titolo di Mister, portando una squadra presa in mano a centroclassifica a giocarsi un drammatico spareggio col Prato: la promozione non arriva ma la via della seconda vita calcistica di Colombo è segnata. In questi ultimi anni non è rimasto con le mani in mano: prima il settore giovanile grigio, poi a fare da spalla a Buglio, in prima squadra, poi ancora il periodo nero (stellato) di Casale e infine Acqui, sempre a collaborare col mister toscano. Con una certezza: su qualsiasi campo si sia trovato, la prima cosa che ha sempre chiesto, a fine partita, è stata: "Ueh, cos'han fatto i Grigi?"

(Grande "calciallenatore", grandissimo uomo!)

(Palla al Triso)

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