Fino ai 28 anni rientra nella categoria "uno tra i tanti".
Esordio in Eccellenza col Renato Curi di Pescara, poi la C col Chieti, quindi il Perugia, con cui assaggia una Serie A da comprimario. In Umbria, Serse Cosmi lo trasforma da centrocampista a esterno basso sulla fascia sinistra, dando inizio a un percorso di crescita che lo porta a Palermo, a trasformarsi in...appetito uomo mercato e a ricevere addirittura le attenzioni di Marcello Lippi che sta predisponendo la "campagna tedesca" ai Mondiali del 2006.
Già Trapattoni, qualche tempo prima, gli aveva regalato la gioia dell'esordio, ma quella che con il "Giuan" avrebbe potuto sembrare solo una...toccata e fuga, col mister viareggino diventa una certezza, confermata dall'inserimento in rosa per il Mondiale.
In Germania, nel giro di cinque giorni, la vita di Grosso cambia radicalmente.
Partito come rincalzo, gioca con la Repubblica Ceca e poi ancora contro l'Australia, conquistando il rigore che al 93° Totti trasforma in vittoria. Ci è arrivato quasi ai titoli di coda della carriera a respirare a pieni polmoni il successo, e ci arriva sempre nei battiti finali delle partite a confermare il suo ruolo di "uomo del destino"!
Il 4 luglio iniziano i giorni dell'apoteosi: al 119°, quasi allo scadere dei tempi supplementari con i padroni di casa della Germania, un'illuminazione di Pirlo gli regala un pallone magico che lui trasforma in un diamante pregiato, infilandolo alle spalle di Jens Lehmann. E' finale! Il gol di Grosso (e la successiva perla di Del Piero) ci mandano a Berlino, dove ci aspetta una partita difficile, dove ci aspettano le provocazioni di Materazzi e le reazioni inconsulte di Zidane. Dove ci aspetta un finale di Mondiale col cuore in gola.
1 a 1. Rigori: segnano Pirlo, Materazzi, De Rossi e Del Piero. Sbaglia Trezeguet. Sul dischetto si presenta Grosso: se sbaglia si ricomincia, se segna siamo campioni del mondo. Palla da una parte, Barthez dall'altra!
Grosso è sul gradino più alto del mondo. Un lampo, accecante. Intenso, ma breve.
Ritorna alla normalità: a Milano in nerazzurro, a Lione, nella Torino bianconera, senza toccare più le vette di quella settimana tedesca.
(Palla al Triso)

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