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martedì 6 febbraio 2024

La palla non entra? Facciamoci una risata!


Tecnicamente è un additivo alimentare o, in medicina, un anestetico ed è un prodotto che si presta a una grande varietà di usi medici, industriali, commerciali e scientifici assolutamente legittimi.

E' un gas incolore, quasi inodore, conosciuto da oltre 250 anni, che oggi sta proiettando il suo lato negativo sul panorama internazionale degli stupefacenti.

Cosa sta succedendo?

Il fatto che la sua assunzione provochi "sensazioni di euforia, rilassamento, vertigini, distacco dalla realtà" sta facendo del protossido di azoto (o ossido di diazoto che dir si voglia) un mezzo a basso prezzo e facile disponibilità tra le "dipendenze" più diffuse in ambito giovanile. Un uso importante, ritenuto poco invasivo sulla salute, può provocare invece danni al sistema nervoso e lesioni polmonari. Si tratta, in pratica, di un gas esilarante, all'apparenza quasi innocuo e "divertente", in realtà molto pericoloso.

E i primi allarmi di questa pericolosità si sono registrati nelle scorse settimane in Inghilterra, a seguito (stando a quanto scritto dal "Daily Mail" e dal "The Sun") del ricovero di un calciatore di Premier League (di cui non è stata rivelata l'identità), costretto a entrare in riabilitazione presso un centro di recupero dalle dipendenze a causa degli effetti negativi di questo gas.

Sembra ora che i casi accertati nell'ambiente calcistico d'oltre Manica siano in pericoloso aumento. La "droga della risata", come è stata ribattezzata giornalisticamente, sta facendo proseliti e non è detto che non esca dalle frontiere inglesi.

Potrebbe arrivare anche nel campionato italiano.

Anche se in questo caso molti interpreti...facciano già ridere di suo!

(Palla al Triso)

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