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lunedì 26 febbraio 2024

Tragedie nel calcio: Zambia

 

Avrebbero dovuto giocare una partita valida per le qualificazioni ai Mondiali statunitensi del 1994. Era il 27 aprile 1993 e pochi giorni dopo era in programma Senegal - Zambia: 18 calciatori zambiani, il commissario tecnico Godfrey Chitalu, tre componenti dello staff tecnico, il presidente della federazione, un giornalista e i cinque componenti dell'equipaggio salirono sull'aereo dell'Aeronautica Militare zambiana con destinazione Dakar. Dove non arrivarono mai.

L'aereo fece due scali tecnici, il primo a Brazzaville e il secondo a Libreville, e nonostante che già nella prima tappa del viaggio fossero stati riscontrati alcuni problemi a un motore, il viaggio proseguì, andando incontro alla tragedia.

Nel tratto che da Libreville avrebbe dovuto portare la comitiva a un ulteriore scalo ad Abidjan, il motore sinistro prese fuoco e il pilota, stanchissimo per aver viaggiato anche il giorno precedente, commise un errore fatale, forse anche tradito dalla strumentazione di bordo: spense il motore destro, l'aereo perse potenza e si inabissò nell'Oceano Atlantico. Morirono tutti.

I due calciatori più forti dello Zambia di quei tempi furono salvati dal caso. Kalusha Bwalya, conosciuto anche in Italia per aver segnato una tripletta in uno Zambia - Italia alle Olimpiadi di Seul, avrebbe dovuto raggiungere i compagni direttamente a Dakar, in quanto impegnato in un'amichevole con il PSV, mentre Charles Musonda, a quel tempo all'Anderlecht, era infortunato e non aveva potuto rispondere alla convocazione.

E mentre i loro compagni giacevano sepolti nel "Cimitero degli Eroi", costruito nei pressi dello stadio di Lusaka, proprio i due sopravvissuti guidarono l'anno dopo lo Zambia sino alla finale, persa con la Nigeria, della Coppa d'Africa, sorprendendo il mondo per la rapidità con cui il calcio zambiano aveva saputo rinascere, sospinto dal ricordo degli eroi.

(Palla al Triso)

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