Chi ha avuto modo di entrare in contatto con lui non può pensarla diversamente: Egidio è stato un personaggio mitico del nostro semplice calcio di provincia, un calcio semplice come lui, una semplicità fatta di impegno, passione, gioia e simpatia.
Egidio, tout court, senza bisogno di abbinargli un cognome, perchè di Egidio ce n'era, ce n'è stato, ce ne sarà sempre uno solo. Che poi si chiamasse anche Rapetti era un di più, un'appendice quasi inutile per distinguerlo dalla massa.
Egidio è stato il calcio della nostra provincia, in mille forme. Ha iniziato da calciatore, difensore duro, arcigno, buon randellatore, nelle categorie minori dilettantistiche, poi è stato massaggiatore, infine è diventato l'addetto al campo al Moccagatta, quella che era diventata la sua seconda casa.
Fu lui a ribattezzare "Mago" Sergio Viganò, il re dalle mani d'oro, capace di ridare vita ai muscoli più sfilacciati, l'amico di sempre. Ebbe anche un ruolo importante in FIGC, vivendo da protagonista gli staff delle selezioni provinciali.
Ci lasciò nel 2019 a 78 anni e il vuoto non si è ancora colmato.
Egidio è stato la fotografia più bella del calcio che più amiamo, quel calcio fatto di passione, dedizione e amicizie tanto profonde da non morire mai.
(Palla al Triso)

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