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martedì 26 marzo 2024

I Grigi "quasi" campioni d'Italia!

 

Prendo spunto dall'ottimo lavoro di Natalino Ferrari, che sul suo "Terra di campioni" ha raccontato della grandezza del calcio alessandrino negli anni del pionierismo calcistico di inizio '900 e dalla stupenda memoria fotografica dello "storico grigio" Alberto Ravetti, per ricordare un momento fondamentale della storia dei Grigi.

Era un calcio dominato dalle rappresentanti delle tre regioni del nord-ovest, Piemonte, Lombardia e Liguria, con incursioni vercellesi e casalesi sul gradino più alto del podio. In quel periodo ad Alessandria si giocavano il primato cittadino due società: la prima era l'Alessandria F.B.C. (con sede in Via Guasco), l'altra (operativa al Cristo) era l'Unione Sportiva Alessandrina. I Grigi di Via Guasco potevano schierare grandissimi interpreti quali Ticozzelli, Carcano, i fratelli Papa e Baloncieri; l'alternativa cittadina bianco-rossa aveva invece in formazione Bonati, Sperati e De Nicolai.

Al termine della stagione 1919-20 i biancorossi, in chiare difficoltà economiche retrocedettero e, di fatto furono costretti a chiudere i battenti. Si unirono le forze. Il colore delle maglie rimase il grigio, con tracce del biancorosso sul colletto e l'avvocato Camillo Borasio divenne il primo presidente dell'Unione Sportiva Alessandria.

L'inizio fu dirompente: la nuova società arrivò alla finalissima per il titolo contro la Pro Vercelli, persa solamente per l'abbandono dei Grigi, costretti in inferiorità numerica a causa degli infortuni di Carcano e Moretti. Sembra che la buona sorte non sia mai stata particolarmente favorevole!

(Palla al Triso)

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