Ernesto Borel
Quello dei Borel è uno dei nomi più amati della storia della Juve. Due generazioni di campioni che si sono dedicati, anima e corpo, alla squadra bianconera. Del figlio Felice parleremo a suo tempo. Ora è il momento di Ernesto, pioniere calcistico, entrato in squadra nel difficile momento provocatosi a seguito del "tradimento" del Presidente Dick. Se il figlio sarà famoso per la costituzione minuta ed esile e per la delicatezza e levità del tocco, Ernesto Borel passa alla storia di quella Juve per il gran fisico e per la forza sprigionata dai suoi muscoli. Quante "botte" da fuori area vanno a beffare i portieri, impauriti da tanta potenza! Non è, quella, una grande Juve e, di conseguenza, Borel padre non tocca quelle vette di popolarità raggiunte poi da Felice, ma quanto a classe e "juventinità" non ha nulla da invidiare al più celebre erede.
LA "STORIA" DEL 1908
Il 1908 porta la prima "rivoluzione" anti-stranieri. La Federazione, per porre un freno a quelle squadre composte quasi per intero da giocatori d'oltre confine, non accetta le iscrizioni delle tre "grandi" Genoa, Milan e Torino. Il campionato si rivela poca cosa, con sole iscritte la Juve, la Pro Vercelli, la Milanese e l'Andrea Doria. Nobilita la scena la squadra dei bianchi vercellesi, che danno così inizio a un dominio che proseguirà per diversi anni, proponendo campioni di indiscusso valore quali Ara, Milano I, Leone, Fresia e Rampini I.
(Palla al Triso)

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