Lettori fissi

giovedì 14 marzo 2024

Le pagine nere del libro Azzurro - Corea del Nord-Italia 1966

 

(Tratto da "I Mondiali di Jules Rimet" - Bradipolibri)

La sconfitta con l'Urss, seguita dalla non esaltante vittoria sul Cile, getta Fabbri nella più cupa disperazione. L'allenatore azzurro è assalito dalla paura. L'unico motivo di sollievo è rappresentato dal fatto che l'ultimo avversario da incontrare, per garantirsi il passaggio del turno, è la Corea del Nord, squadra che il suo assistente Ferruccio Valcareggi è andato a spiare e avrebbe (lui ha sempre negato) definito "Ridolini", ricordando quell'attore dei primi filmati cinematografici che si muoveva a scatti velocissimi che lo rendevano ridicolo. Contro di loro basterà un pareggio. E' impensabile che non venga raggiunto un obiettivo che sarebbe semplice anche per una squadra di Serie C italiana. Tutti lo danno per scontato, anhe i giornalisti, che quasi in massa preferiscono andare a Birmingham a vedersi il ben più attraente Portogallo-Brasile. Fabbri, però, vive la sua tragedia circondato da fantasmi. E' terrorizzato e si rifiuta persino di comunicare la formazione ufficiale. Fare pretattica contro una squadra di questo tipo viene letto come un affronto dalla stampa italica.

Per non fare figuracce con i lettori, i giornalisti al seguito degli Azzurri si accordano per darne una che sia uguale per tutti. Il corrispondente della rosea, Enrico Violanti, si fa prendere dallo scrupolo e crede corretto avvertire Fabbri di questa posizione assunta dai rappresentanti dell'informazione. Se ne assume il compito Gianni De Felice, che incontra Fabbri nel suo bunker di Durham. Mondino ritiene che sia una subdola manovra per imporre la formazione, si arrabbia tantissimo e apostrofa il giornalista definendolo, con forte accento romagnolo: "simmiotto" (scimmiotto). De Felice non ci vede più dalla rabbia e si lancia sul mister. Enrico Ameri li separa, impedendo che la rissa degenire in farsa. Fabbri è un ottimo allenatore, ma ha nel temperamento ansioso e nel carattere permaloso il suo tallone d'Achille. I nervi gli saltano facilmente, andando a compromettere il buon lavoro fatto. Nella nebbia inglese prendono forma anche i fantasmi.

(...e dalla nebbia sbuca il tiro di Pak Doo Ik - nella foto - che buca Albertosi e manda a casa l'Italia...)

(Palla al Triso)

Nessun commento:

Posta un commento

A volte ritornano!

  Non riesco, sono troppi i motivi che mi portano a ridare vita a "Palla al Triso". Per primo l'affetto, la simpatia, l'in...