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lunedì 15 aprile 2024

Garrincha. un perfetto insieme di imperfezioni!


 

Un elenco incredibile di difetti e di deformazioni che avevano spinto i medici a dichiararne l'assoluta inadeguatezza a poter praticare qualsiasi sport, tantomeno il calcio.

Eppure Manuel Francisco dos Santos, in arte Garrincha, costruì proprio su tutti questi deficit fisici la sua grande, inarrivabile forza. Da piccolo era stato devastato dalla poliomielite che aveva lasciato su di lui ricordi indelebili del suo passaggio, il resto lo fece l'estrema povertà che lo costrinse a nutrirsi poco e male. Oltre a una deformazione della spina dorsale, a uno sbilanciamento del bacino, a sei centimetri di differenza tra la gamba destra e quella sinistra, un ginocchio affetto da varismo e l'altro da valgismo, Mané (come veniva anche chiamato) poteva contare anche su una dentatura quasi completamente assalita dalla carie e su un... quoziente intellettivo definito "infantile". Prima dei Mondiali del 1958, infatti, lo psicologo della Nazionale verde-oro sottopose i giocatori a una serie di test che fece registrare per lui esiti che ne sconsigliavano decisamente l'utilizzo.

Per fortuna del Brasile e del calcio mondiale il direttore tenico dei sudamericani, Vicente Feola, se ne fregò del parere del sanitario e lo schierò, con enorme successo.

Per la cronaca, anche su Pelè, ancora troppo giovane, lo "strizzacervelli" aveva perorato l'accantonamento. Una follia!

(Palla al Triso)

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