Pur vicendo tutte le partite che ancora mancano alla fine di questa stagione i nerazzurri di "Spiaze" Inzaghi non potranno superare il record della Juventus stagione 2013-14 di 102 punti, frutto di 33 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte e di un en-plein di 19 partite su 19 vinte allo Stadium.
Massimo raggiungibile per Barella & C. è ormai quota 101 (che non garantisce più nemmeno una pensione anticipata), dopo il pareggio strappato dall'incredibile Cagliari di mister Ranieri ieri sera al Meazza.
In quell'anno di... grazia bianconera la seconda in campionato fu la Roma con 85 punti, terzo il Napoli che ne fece 78, quarta la Fiorentina a 65 e quinti i nerazzurri con 42 punti di distacco dalla vetta.
Conte festeggiò quel risultato con gaudio e tripudio, sacrificando sull'altare di un record che serve solamente per gli annali, la possibilità di vincere un'Europa League.
Quell'anno, infatti, la finale della seconda coppa europea per importanza era stata prevista all'Allianz Stadium di Torino e la Juve, dopo aver superato i turchi del Trabzonspor con un doppio 2 a 0; la Fiorentina per 2 a 1 all'andata e pareggio 1 a 1 al ritorno, l'Olympique Lione con due vittorie 0 a 1 e 1 a 2, si fermò in semifinale con il Benfica, perdendo per 2 a 1 in Portogallo e pareggiando senza reti il ritorno in casa. E fu qui che Conte commise l'errore tragico.
Per continuare l'inseguimento a quel record "del nulla", nella gara di ritorno a Torino, quando sarebbe bastato un semplice 1 a 0 per giocarsi la finale con il Siviglia, il tecnico pugliese tenne fuori squadra i titolarissimi Barzagli, Vucinic, Pepe, Pirlo e De Ceglie e Giovinco (a quei tempi nel giro della Nazionale), per preservarli per la sfida di campionato di quattro giorni dopo, sempre allo Stadium contro un'Atalanta undicesima in campionato e ben lontana parente della squadra di oggi. La Juve vinse 1 a 0 con gol di Padoin e proseguì nella sua corsa devastante verso un traguardo di comprovata inutilità.
(Palla al Triso)

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