Lettori fissi

martedì 16 aprile 2024

I "multinazionali"


 

Nel Mondiale cileno del 1962, già reso disastroso dalla violenza che caratterizzò alcune partite (soprattutto quelle che vedevano in campo la squadra di casa...) si verificarono alcune situazioni che i massimi dirigenti mondiali dello sport non ritennero più sopportabili al fine di salvaguardare la regolarità della manifestazione. Già infatti era successo che Luisito Monti avesse potuto prender parte a due edizioni della rassegna con due maglie diverse (nel 1930 quella Argentina e nel 1934 quella italiana, conquistando addirittura il titolo!), ora però si stava esagerando. Ben tre calciatori, e tutti di altissimo livello, si presentarono al via con maglie diverse da quelle già vestite in precedenza. Due si infilarono la maglia rosso sangue della Spagna: il colonnello Ferenc Puskas, ex ungherese, e José Emilio Santamaria, già punto di forza dell'Uruguay; un altro, José Altafini, divenne azzurro dopo essere stato campione del mondo con la maglia del Brasile vincitore in Svezia. Basta, la Fifa mise fine a questa pratica di "naturalizzazione" un po' esasperata, deliberando che chi avesse già preso parte con la maglia del paese di nascita a gare della Coppa del Mondo non potesse più... trasmigrare altrove.

(Palla al Triso)

Nessun commento:

Posta un commento

A volte ritornano!

  Non riesco, sono troppi i motivi che mi portano a ridare vita a "Palla al Triso". Per primo l'affetto, la simpatia, l'in...