Luigi Forlano
E' stato il centravanti del primo scudetto; è stato un bomber al tempo stesso tecnico e potente; è stato un tipo un po' "sui generis", a volte gioviale e compagnone, a volte chiuso e intrattabile; è uno dei primi juventini a dare la propria vita sul fronte. "La gioventù di cui portiamo il nome, ci pulsa appieno nei muscoli e nel cuor, sappiam goder ma pur sappiamo come si debba oprare sui campi dell'onor..." Sullo slancio delle belle parole dell'inno sociale, composto da un gruppo di soci guidati da quel fenomeno estroverso e polivalente di Domenico Donna, tanti juventini partono per la guerra e non vi fanno più ritorno. Forlano è uno di quelli che, ci piace immaginare, sotto la bella divisa da bersagliere, portavano l'amata maglia bianconera, da cui nessuno al mondo sarebbe riuscito a staccarli. Una generazione avvinta fortemente a grandi valori. Una generazione di fenomeni.
LA "STORIA" DEL 1917
Impossibile parlare di calcio. Gli uomini son tutti al fronte, a difendere ben altri ideali. La battaglia non è più solo simbolica, attraverso lo scontro di ventidue giovanotti in maglietta e mutandoni che inseguono una palla, ora la guerra è vera e porta sangue, miseria, dolore e morte. A migliaia i giovani muoiono al frnte. L'Isonzo, gli Altopiani, Cadorna, la Bainsizza, il Piave, Caporetto, Badoglio: nomi che sono entrati di forza nella nostra storia, nomi di spicco, di persone e luoghi che hanno fatto l'Italia. Altre migliaia di nomi, meno famosi ma non meno importanti, hanno contribuito con il loro immenso, indispensabile sacrificio.
(Palla al Triso)

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