Raimundo Orsi
E' un grande virtuoso del violino, che suona tanto bene da meritarsi un ingaggio nell'orchestra di Gardel, il più grande cantante di tango argentino, ma con i piedi è una vera favola. Dopo essere andato a miracol mostrare alle Olimpiadi di Amsterdam, sbarca a Torino, dove per un anno viene bloccato dalla Federazione argentina, che non concede il transfert. Quando finalmente può mettersi in luce, però, Orsi lo fa alla grande, segnando caterve di gol e irretendo i terzini avversari con dribbling diabolici. Non c'è ricordo, negli annali, di un suo colpo di testa: la pettinatura impomatata e carica di brillantina non permette il contatto con la sfera. D'altronde è sempre stato un elegantone, capace di sfoggiare doppipetto irreprensibili e auto di lusso. Due piccoli difetti: il primo, che quando il gioco si fa caldo non è quel che si dice un "cuor di leone", il secondo legato, invece, alla sua scaramanzia: senza il jolly di un mazzo di carte infilato nel calzettone destro non sarebbe mai sceso in campo!
LA "STORIA" DEL 1930
Il primo campionato del mondo è un trionfo uruguagio. L'Italia, impegnata a vincere la prima edizione della Coppa Internazionale, diserta l'appuntamento, anche perchè la trasferta è lunga e piena di mille insidie. E infatti il dominio rioplatense è eclatante: nelle semifinali Stati Uniti e Jugoslavia sono travolte da Uruguay e Argentina, che danno poi vita a una finale estremamente attraente. Andrade guida gli uruguagi verso il titolo, suggello di un dominio che dura dalle Olimpiadi del '24 e del '28. In Italia, nel primo torneo a girone unico, trionfa l'Ambrosiana e Meazza è il primo re dei bomber. Sulle 18 squadre che disputano la Serie A solo Napoli, Roma e Lazio provengono dal centro-sud.
(Palla al Triso)

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